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Tomo XXVIII. [Supplimento.]
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Dietro a ciò crediamo che in massimagenerale non si possa certamente negarela preferenza alle mutue assicurazioni so-pra le altre, ma che il loro buon esito ingran parte dipenda dalla scelta degli am-ministratori e dal buon ordine dell'azien-da, come egualmente per le altre assicu-razioni molto influisce la chiarezza e giu-stizia delle condizioni che propongo-no, la personale onestà degli assicuratorie la mitezza del guadagno onde si appa-gano spontaneamente o forzativi dallaaltrui concorrenza. Può quindi in alcu-ni casi avvenire benissimo che malgradoi loro vantaggi le mutue assicurazionisieuo al dissotto delle altre.

Quanto al pericolo che le assicura-zioni accrescano il numero degli incen-do facendo essere più trascurati nell’ e-vitarli, basterà il riflettere che 1’ assicu-rato ha sempre una grave perdita mal-grado il risarcimento,e per la differenzafra il valore di uno stabile e la spesa ne-cessaria a rifabbricarlo, e pel tempo ne-cessario a questo lavoro durante il qua-le non riscuotesi alcuna rendila. Questointeresse, e sia pure desso minore, ipericoli della vita stessa e la perdi-ta che sempre ha luogo di moltissimi og-getti necessarii e non assicurati bastanocertamente ad indurre a quelle attenzioniche sono necessarie, e siamo d’avvisoche se è vero che il numero degli incen-dii siasi moltiplicalo, debbasi questo fat-to attribuire non già alla istituzione dellesocietà assicuratrici, ma piuttosto dall’ac-cresciuto numero delle stufe o da altresomiglianti cagioni.

Gli anzidetti mezzi souo diretti a guarenlire £li edilizi dall’ incendio od a ria-verne il valore se questo accade; purtroppo spesse volte però oltre agli edilì-zi ed agli averi videsi la vita delle per-sone essere in pericolo e soggiacere so-vente, rimanendo tolta ogni via di scampo

Incendio

perla violenta diffusione del fuoco; per-ciò più volte proposersi mezzi di salva-mento da doversi tenere approntati inciascuna casa per servirsene quand - acca-desse un disastro. Un obbiettp essenzia-le contro queste cautele si è la rarità de-gl’incendi, e quella ancora maggiore delpericolo delle persone che negli edilìziabitavano; così è tanto lontano il timorecbe nessuno quasi viene da esso indottoneppure alla spesa di poche lire per e-vitare un pericolo cui pochi uomini van-no in tutta la vita soggetti. Perciò ancheil semplicissimo espediente proposto dalCastera, onde parlammo nel Dizionario ,di una spranga da porsi di traverso al-le finestre per sospendervi una corda,abbiamo ivi veduto non essersi da nes-suno adottato, e meno è da sperarsi chelo sieno per conseguenza le grandi spran-ghe a doppia squadra da porsi a caval-cioni delle finestre ed altri simili mezzi,fra i quali è singolare specialmente quelloproposto da Giovanni Forgues di Bor-deaux per avvisare, a quanto ei preten-de, dello sviluppo di uu incendio. Nonè il sno apparato che uua fiala rinchiu-sa la cui aria dilatandosi pel calore escacciando il turacciolo libera lo scattodi uua sveglia a peso. Indipendentemen-te dalla difficoltà dell’ esecuzione, e piùdella conservazione , del meccanismo,ognuno vede ohe non si saprebbe ove col-locarlo di preferenza, e che ad ogni mo-do sarebbe un avviso assai tardo ed inu-tile quindi.

Se però questi- e simili mezzi di sal-vamento sono di nessun interesse con-siderati quale precauzione domestica, lacosa è ben altrimenle allorché si con-siderano nel numero di que’ congegnie meccanismi che si tengono in serboper ogni contrada a fine di accorrerein aiuto là dove si spiega un incen-dio , e siccome nel corso di questo