Irdaco
daoo od al bruno d’indaco, può anchevenir sublimato nel vuoto; ma il prodot-to della sublimazione nou presenta indiziodi cristallizzazione ed è evidente che peraltri riguardi è diverso dal rosso d’inda-co, sebbene abbia conservate alcune pro-prietà di quello.
Unverdorben, quattordici anni fa, di-stdlando a secco l’indaco greggio ottenneuna sostanza particolare cui diede il nomedi cristallina , la quale proviene dalla de-composizione di una sostanza che trovasinell’indaco greggio, poiché non se la ot-tiene decomponendo l’indaco puro oindigotina. In appresso, multi anni dopo,J. Fritzsche osservò che iutroducendudell' indaco ridotto in polvere in una so-luzione ben concentrata e bollente di po-tassa o di soda caustica il colore azzurrodella materia sparisce sul momento ed ot-tiensi una massa salina di color rosso-bru-no che contiene uo acido particolare com-binato con l’alcali. Questa massa salinariscaldata maggiormente, rigonGasi moltosvolgendo un corpo volatile che si con-densa nel recipiente in una sostanza oleo-sa insieme cou acqua ammoniacale. Que-ft’olio presenta una tinta bruna, ma di-stillato nuovamente diviene scolorito, lasciando una sostanza bruna-resinoide. Laquantità di questo prodotto oleoso, giu-gne da 18 a 20 percento dell'indacoimpiegato e Fritzsche lo distingue col no-me di anilina. Forma questa sostanzauqa {aase che dà facilmente bei sali cii-stalliui cogli acidi, distinguendosi per es-sere scevra di ossigeno. Allo stalo poroforma un liquido scolmilo della densitàdi 1,028 che rifrange fortemente la luce edotato di un odor forte aromatico ed in-grato ; è pochissimo solubile nell' acqua
« si mesce in qualsiasi proporzione conl’alcole e con l’etere. Sotto l’influenzadell’aria atmosferica l’anilina acquista benpresto una tinta gialla che, a lungo anda-re, imbrunisce,e formasi allora quel corporesinoide che tiene allo stato greggio. Perconseguenza deesi guarentirla dal contat-to dell’ aria e cercare di indebolire 1’ a-zionedi questa mentre distillasi operandorapidamente. L’anilina scioglie una picco-la quantità di acqua onde si può privarecon la distillazione, mutando recipientequando è passato circa un terzo del li-quido. Quando è anidra l’anilina boHea 228° C, sciogliendo a quella tempera-tura una grande quantità di zolfo chedepone poi allo stalo cristallino raffred-dandosi. Scioglie ugualmente molto iodioriscaldandosi notabilmente e formandouna soluzione che rapprendesi in unamassa cristallina.
In alcune circostanze l'acido nitricotrasforma l 5 anilina in un corpo azzurroo verde che non sembra tuttavia essereindaco. L’ acido cromico produce nellesoluzioni dei sali di anilina un precipitatoche è talvolta di un verde carico, tal altradi un azzurro nerastro. Questa reazionemanifestasi anche nelle soluzioni alquantodiluite, cosicché l'acido cromico è unotti-mo r eagente per riconoscere la presenzadell’ anilina. Il precipitato che si ottienein tal guisa anche nelle soluzioni diluitelascia sempre dopo la combustione unanotabile quantità di ossido di cromo. Ilpermanganato di potassa ed i sali di ani-lina decompongonsi reciprocamente se-parando del sesquiossido bruno di man-ganese. La composizione dell’anilina trovvqssì da Fritzsche essere la seguente: