tìtDACO
La produzione dell’ isola Borbone èdi poco rilievo.
L'isola di Giava produce una eccellen-te qualità, e la sua coltivazione che vie-ne fatta con molta cura, va sempre progre-dendo. Nell’anno 1829 si esportaronodalla Batavia sole i52,ooo libbre; neli836 circa 4 00 ! 000 > ne * z837 circa818,000 enei i838 circa r,it 1,700libbre. Il raccolto del t839 venne stima-to di circa 676,000 chilogrammi, e sispera di vederlo portato in pochi anni apiù di 800,000. L’ iudaco.di Giava vieneper la maggior parte spellilo in Olanda .
La total» esportazione dell’ indacodell’ Asia può calcolarsi ascendere, a ter-mine medio, annualmente da ita 12milioni di libbre.
Oltre l’indaco delle Indie Orientali of-fresi al mercato principalmente quellodell’ America meridionale . Molti sonodell’ opinione che gli Spaguuoli abbianointrodotto la coltura dell’ indaco nell’A-merica ; ma sono in errore, poiché alcuneindigofere appartengono propriamente alnuovo mondo, fino dalla scoperta delquale furono dagli Spagnuoli adoperatecome colore. Le qualità d’indaco che siproducono nell’America meridionale sonoquelle di Guatimela e Caracca. La primaqualità si chiama Tissat , ma pochissimosene trova in commercio ; la seconda Flo-res ; la terza Sobre e la quarta Cortes. Laproduzione è considerevole, ed in gene-rale si preferisce la qualità di Guatimelaa quella di Caracca.
L’indaco delle Antille o di San-Do-mingo merita di essere qui più a lungodegli altri considerato, in quanto a chenon parlossene nel Dizionario. Se ne di-stinguono particolarmente due specie, cioèquello atiurro ed il bronzino. Il primo èquello che più somiglia al bello di Guati-mela, ma è di un azzurro meno vivaceche volge piuttosto al castagno; i in per-
lai) aco a 53
zi più grossi coperti da una corteccia diun azzurro che trae al grigio dell’ardesia ;è più compatto,ma soprannota sull’acqua.L' indaco bronzino prende questo numedal colore di bronzo che presenta nellasua spezzatura; ha, come l’altro, una cor-teccia di un azzurro che trae più ancoraal grigio d’ardesia ; è più compatto e spe-cificamente più pesante dell’acqua. Fab-bricansi a Sau-Domingo anche due altrespecie intermedie d’indachi che parteci-pano più o meno delle qualità di entram-bi e si dicono l’una petto di piccione , l’al-tra pavonano. Il primo presenta nella suaspezzatura un miscuglio di vari colori chelo fanno apparire iridescente, fra i qualidomiua un violaceo porporino; il secon-do è meno solido di quello azzurro, maalquanto più denso; tutte due questequalità sono superiori al bronzino. Fi-nalmente vi hanno altre due specie d’in-dachi, l’uno detto colore d'ardesia , I’ al-tro smorto picchiettato di bianco , le qua-li sono composte di una grana senza con-sistenza e riguardausi in quell’isola co-me le peggiori qualità. Già accennammonel Dizionario che questo indaco ora noncomparisce più nel commercio ; prima del-la rivoluzione se ne esportava annualmen-te più di un mezzo millione di libbre inbotti da 200 a 5oo libbre per la Fiancia;attualmente la sua coldvazione è quasiaffatto cessata. Un tempo 1’ isola produ-ceva alcune buonissime qualità ; la mag-gior parte per altro consisteva in qualitàordinaria.
Negli St8ti-Uniti d’ America si coltivadell’indaco ed anche nelle province dellaLuigiana e della Carolina, però in pocaquantità, duro e pesante, atto soltanto atingere i tessuti dozzinali ; quello dellaLuigiana è il migliore. Ambedue questequalità non vengono più sui mercati diEuropa .