SjS INDORAMENTO tflDORAMESTO
pronte di quelle su alcuni pezzi di rame gerito , e quelle osservazioni che vi fu Jche loro malgrado staccavansi. Da questi! tono fatte in appresso, tendenti ad assi-fatti si vede non potersi certamente n»-lc.urarne o rendere migliore l’effelto,sen-gare il diritto all'Italia della priorità nel -1 za peto estenderci soverchiamente suila scoperta del principio che serve di' principii che possono riguardarsi come
base alla galvanoplastica ed alla indora-tura galvanica. Non può dirsi per altrolo stesso relativamente alla idea della applicazione di questo principio alle arti,iotorno alla quale è fuor di ogni dubbioche i primi importanti risultamene si fu-rono quelli avuti dal Jacobi donde ebbeorigine 1’ arte galvanoplastica, della qualenon abbiamo [soluto dare che un cennoall’ articolo Galvanismo essendo alloradessa in sul nascere, lacuna che, come inpiù luoghi anunziammo , ci proponiamoriempire all’ articolo Plastica. Naturaiconseguenza di quella applicazione, fattaprimieramente sul rame, si fu la idea chenon dovesse quel metallo essere il solo apotersi in siffatta guisa ottenere, e cheanrhe dalla riprislinazione di alcuni al-tri si potessero ricavare non indifferenti
fondamentali dell’ arte galvanoplastica ingenerale, i quali all’ articolo Plastica ver-ranno più a lungo trattati.
Delarive adunque dice nella sua co-municazione che da lungo tempo, al ve-dere gli inconvenienti che l’uso del mer-curio cagiona nella doratura, aveva pen-sato che si potesse sostituirvi, almeno inalcuni casi se non in tutti, la forza de-componente dell’ elettricità applicala aduna soluzione d’oro in maniera che ve-nisse a portare quel metallo molecola amolecula sull’oggetto da indorarsi. Diceaver fatto i pi imi saggi a tal fine da i5anni, tentando di far passare dapprima lacorrente di una forte pila attraverso unasoluzione di cloruro d’oro ponendo unfilo di platino al polo positivo ed il metal-lo Ha dorarsi al polo negativo. Era in tal
vantaggi, ed uno fia i primi metnlli cuisi guisa riuscito soltanto ad indorale del
volse il pensiero fu I’ 010 . Lo Smee diceavere scoperto il suo metodo col qualeottiene dorature di qualunque grossezza,e di cui parleremo in appresso, in Augu-sta, piimo di avere veduto lo scritto delDelarive. Il 5 aprile i 84o Jobard nelgiornale il Corriere belgio sciiveva : Do-versi per la doratura sperar buon succes-so dall’ azione galvanica del metodo delJacobi , il quale non avrà forse ancorapensato a questa applicazione della suabella scoperta. Da quanto sappiamo è que-sto il primo cenno pubblicatosi relativa-mente all’applicazione della doratura gal-vanica. Il 6 dello stesso aprile Delarive co-municò all’Accademia delle scienze di Pa-rigi il suo metodo per dorare col galvani-smo, e l’onore di questa applicazione a luiviene in oggi generalmente accordalo. Ri-feriremo qui il metodo dal Delarive sug-
filo di platino, bensì con tal perfezioneda offrire l’apparenza dell’oro anche inpiù esperti conoscitori, ma ad ogni modocon assai poco vantaggio. Non era riusci-to ad indorare 1’ ottone, il rame e I’ar-gento, perciò che essendo la soluzioned’ oro sempre assai acida scioglieva queimetalli ed impediva che 1’ oro addissealla superficie di essi. Dietro questo esi-to poco felice aveva il Delarive adoraabbandonato il pensiero della doratmagalvanica, quando vi venne dappoi ricon-dotto dai nuovi lavori fattisi sull’ elettri-cità e specialmente da vaiie importantiscoperte di Becquerel. Condusse in mododiverso quindi i suoi tentativi, ammae-strato dagli esempi di quello che fattoaveva pel rame Jacobi. Riflettendo quin-di all’azione delle deboli correnti tantoper ottenere le decomposizioni come per