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ciaio, mediante un subitaneo raffredda-mento; a quelli Cilindro, Ghisa , e Fon-ditore come si ottenga l 1 indurimento al-la superfìcie di alcuni pezzi gettandoliin forme metalliche di molta massa chetolgano loro prontamente il calore; al-l’articolo Incrudire parlossi del vantaggiodelta battitura in generale per indurire imetalli; alle parole Calce, Calce idrau-lica, Cemento, Malta, Mastioe, insegna-ronsi varie composizioni dotate della pro-prietà di indurirsi più o meno prestostando nell’ aria o nell’ acqua. Non ritor-neremo adunque a ripetere quanto ivi siè detto, ma ci limiteremo invece ad indi-care alcuni modi per indurire i legnamied il gesso.
Pretendesi che il legname assoggettatoad un forte grado di calore divenga dopoil raffreddamento più duro di quello cheera nello stato suo naturale, e se ne citain prova P usare questo arlifìzio i selvag-gi per dare sorprendente durezza ai lorodadi ed altre armi di legno, manoando lo-ro il ferro ed altri metalli. Questo fattonon è abbastanza sicuro, ma quello che viIia di certo si èche il legno ammollito dalfuoco ed assoggettato a violenta compres-sione si addensa, acquista un’estrema du-rezza e si rende capace di bel polimento,Questo mezzo efficace di migliorare il le-gname è già conosciuto da molto temponelle arti, ma la sua applicazione limitas-si sempre per piccoli oggetti come mani-chi di coltelli o di altri somiglianti uten-sili, puleggie ed altre minute manifatturedi vario genere. Atlie però suggerì anniaddietro un metodo per addensare e mi-gliorare il legname da lavoro anche in di-mensioni molto maggiori mediante una as-sai forte compressione.
Quanto al Gesso abbiamo veduto aquella parola alcune maniere di dargliuna qualche durezza. Qui però aggiugue-reino alcune notizie sui metodi d'indura-
Indurimento
mento inventati da Keene in Inghilte«ra e da Sorel in Francia .
Secondo il metodo di Keene incomin-ciasi dall’ assoggettare la pietra da gessoad una prima cuocitura per toglierle lasua acqua di cristallizzazione,quindi la sigetta io un bagno di acqua saturata di al-lume, nel quale lasciasi circa sei «re. E-sponesi all’ aria aperta per farla asciuga-re, quindi riportasi nella fornace per as-soggettarla ad una seconda cuocitura cheper essere perfetta deesi portare alla tem-peratura del rosso bruno. Fatto ciò, laoperazione è finito. Il gesso così ottenutoportasi immediatamente a polverizzarsi almulino, quindi si passa in un frullone edi là nelle botti per porlo in commer-cio, Se ne fa una cernita riunendo in treclassi le pietre secondo che sono perfet-tamente bianche, che lo sono meno ochesi trovano coperte di parti terrose e me-talliche. Le prime danno con la polve-rizzazione un gesso bianchissimo ; le secon-de ne danno uno piuttosto scuro, e leterze servono a dare una tinta rosso dimattone aggiugnendovi del solfato di fer-ro. Le pietre da gesso migliori per que-sto genere di fabbricazione sono quelleche si presentano allo stato più puro, laqual cosa molto importa notare,imperoc-ché queste sono appunto quelle che sitrovano sparse più generalmente e di cuinon si fa quasi veruu uso, a motivo dellapoca resistenza che presenta il gesso che
producono.
Il gesso preparato nel modo che si èdetto deve impastarsi con poca acqua inguisa da ridurlo alla consistenza di un ca-cio tenero, e fa duopo bagnare sufficiente-mente le superficie su cui deesi stendereper evitare un troppo rapido assorbi-mento. Lavorasi del resto più facilmentedel gesso comune e con gli stessi utensili.
Questo gesso ha la proprietà di con-servarsi inalterato nelle botti o all’ aria