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abilità per procacciarsi di che vivere one-stamente col proprio lavoro. Diventan-do i manifattori più numerosi, più at-tivi, più agiati e più dignitosi, il postoda loro occupato acquisterà un maggioregrado di stima e considerazione, recla-malo dai lumi del secolo.
L’ insegnamento delle cose positivenon aggrava il pensiero, ma lo feconda:quanti artefici di talento; quanti sforzi per-severanti e generosi non hanno prodottonelle nostre arti quell’ effetto, che si sa-rebbe ottenuto se fossero diffuse nellaclasse operosa le cognizioni delle scienzeutili! Applicando i principi del saperealle pratiche delle arti, il lavoro divente-rà più produttivo e più spedito ; comepure più perfetto e meno umiliante perlo spirito umano. Chiamando le scienzein soccorso delle arti, vedrassi l’industrianon solo prendere nei suoi prodotti for-me più convenevoli e più eleganti, masostituire ai suoi meccanismi ed ai suoimetodi lenti e complicati, mezzi più spe-diti, più economici e più semplici ; vedrassisenza limitare i suoi sussidii a sempliciperfezionamenti e senza attendere tuttoda qualche felice azzardo, rendere meto-dica, come dice l’illustre Dupin, la stessainvenzione per applicarla gradatamente atutti i nostri bisogni; si apprenderà final-mente eh’ è soltanto per 1’ applicazionedelle scienze alle arti,che si potrà preten-dere di mettersi in concorrenza coi popo-li più colti nella fabbricazione ed aspor-tazione dei prodotti e delle manifatture,e nel far prosperare ed estendere il com-mercio. In un’ officina popolala d’artefi-ci che conoscono le prime nozioni dellescienze applicate alla loro professione, sivedrà svilupparsi un’ intelligenza sor-prendente nell’esecuzione dei lavori ; per-fezionarsi i metodi meccanici con una ra-pidità tutta nuova; prendere nuovi incre-menti e maggiore sviluppo quella folla di
Industria
particolari e di miglioramenti, i quali notipossono dipendere che dall’ artefice cheli eseguisce. Il maneggio della lima e delmartello, 1’ esercizio dello scalpello e deltornio, 1’ uso del cannello avvivatore edella storta, la pratica delle fusioui nellefucine e nei crogiuoli, si faranno eoamaggiore destrezza, con minor consumodi forza, ed avranno più felici risullamen-ti. L’emulazione si diffonderà in ogniindividuo, ed alcuni più esperti si eleve-ranno ad un maggiore grado di perfezio-ne, ed estenderanno vieppiù i limiti diciascun genere di manifattura confidataalle loro fatiche. Un operaio, che mettein esecuzione un metodo meccanico, checostruisce una macchina, che fabbrica unostrumento, prova più soddisfazione nellavorare se ne comprende bene il princi-pio ed il modo di agire, che quando co-nosca soltanto il materiale lavoro delle di-verse parti di cui ciascuno di quei con-gegni componesi. E facile di verificarecon quanto ardore e con quanta gioiaintraprendesi un’ opera, allorché si com-prendono le idee che vi si riferiscono.Tutti questi progressi ridonderanno avantaggio del proprietario della fabbricae dell' officina, che avrà aperto ai suoioperai la carriera del benefizio d'un'istru-zione necessaria alle loro opere ed ai lorolavori. Bisogna adunque coltivare, eser-citare, ingrandire ed estendere in ogniclasse d’ operai questa benefica istituzio-ne che, come pioggia benefica, rendefertile la industria di prodotti d' ogni ma-niera ; vivificherà i paesi che ora perignoranza giacciono neghittosi ed inerti;animerà maggiormente il commercio, epopolerà anche i luoghi più remoti, por-tandovi l’attività e l’abbondanza. L’espe-rienza stessa ci dimostra quanti vantaggiha prodotto presso alcune nazioni , ilgenio delle scienze diretto a rischiarare,siccome fiaccola , i metodi delle arti e