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Tomo XXVIII. [Supplimento.]
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fche si opponevano al libero crescìmentodell’ industria francese . L’ abolizione deimaestri e del corpo degli ulfiziali delleorli e delle corporazioni poteva sola dareun impulso forte e durevole , e vennemandata ad effetto nella rivoluzione de!1789. La scienza venne in aiuto all’ in-dustria, ed in pochi anni i Foureroy, iVauquelin, i Chaptal, i Berthollet . la po-sero in grado di corrispondere ai nu-merosi bisogni, ai quali lo stalo di guerracon F Europa la metteva nella necessitàdi soddisfare. Da quel punto in poi i suoipassi progredirono sempre più avvegna-ché abbia dovuto arrestarsi in parecchieoccasioni, specialmente nel 1814 e 18 i5per 1’ occupazione straniera. La crisi del1818, quelle del 1 823 e 1 8a4) e d infinequelle del 1827 e del i83o, non le fu-rono meno funeste ; ciò non pertanto daventi anni i diversi rami dell’ industria inFrancia crebbero considerevolmente. In

Industria Ì17

molti luoghi l’industria agraria abbando-nò il sistema del maggese, per sostituirviquello dell’ avvicendamento ; le razzeil’ animali domestici furono migliorate conbuoni incrociamenti ; e le numerose stra-de aperte dal governo contribuirono a se-condare i dissodamenti e le nuove colti-vazioni. Fra queste va distinta quelladella barbabietola, che oltrepassò ognisperanza. Si contano oggidì in Francia da 5o a 60,000 ettari piantati di barba-bietole che producono da 35 a 4o,ooochilogrammi di zucchero.

Giusto le diverse relazioni che furonofatte intorno allo svolgimento di siffattaindustria, si giudicò che la fabbiica del-lo zucchero indigeno occupasse sul fini-re del 1 835 più di 120,000 artigiani, eponesse in giro 60,000,000 di franchi.Ecco in quale proporzione lo zuccherodi barbabietola abbia fatto parte da alcunianni del consumo geuerale:

Anni

Zucchero coloniale

Zucchero indigeno.

1828

6 i. 255,232 chil.

4,000,000 chil

00

M

6 7) 5 4a,792

10,000,000

1832

62,669.638

15,ooo,ooo

i834

66,951,481

20,000,000

1835

60,000,000

3o,000,000

Questa sostituzione dello zucchero dibarbabietola a quello di canna è fuoridi dubbio uno dei fenomeni industrialipiù notevoli che avvenissero mai e di cuila Francia fu la prima a dare 1’ esem-pio, e però abbiamo creduto di dover-

lo esporre con alcuni particolari. Delresto, ecco, giusta i documenti ufficialipubblicati da Duchatel, una tavola epi-logata nel i.° settembre 1 8 3 4 della divi-sione fisica ed agraria della Francia , se-condo la natura delle terre:

Cose soggette al catasto ettari.

Terre coltivate. 25 , 55 g,i 5 a

Prati.4)834,621

Vigneti. 2,134,822

Boschi.7,422,314