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Tomo XXVIII. [Supplimento.]
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yO INGEGNERE

quella proporzione che do ve fra serbarsi fi nil corpo delle acque e la grandezza e pesodelle barche maggiori.

L’ artifizio delle conche pel canale iliLinguadoca è quel medesimo che pose inopera più di un secolo prima I 1 archilet-to Meda nel naviglio di Paderno sull’A'l-da, ove alla vasca del passaggio delle bar-che vi aggiunse l’altra laterale, per accele-rarne il riempimento ed il vuotamento.

Molto prima però dei cariali di Francia ,i Paesi-Bassi dell’ Olanda e delle Fiandregran copia di canali di navigazione aveva-no già introdotto fra quelle città com-mercianti, attesa la comodità non solamente de’fiumi, ma del mare medesimo,il quale gonfiandosi col flusso, dirige la suacorrente su per l’alveo, e da per sè stes-so dà la spinta e Spalanca le porte dei so-stegni situati sul suo littorale; ed abbas-sandosi c d riflusso le chiude con la cor-rente contraria; così mantenendo semprenel canale un’ altezza di acqua capace dinavigazioni.

In appresso la Francia continuò aprodurre lavori ed uòmini stimabilissimiin questo genere che lungo sarebbe l’an-noverare, ma fra i quali sono a citarsiBelidor, autore dell’Architettura idrauli-ca; Perronnet celebre pe’ suoi ponti diNeuilly, d’Orleans , di Mintes; Gauthey,ingegnere del canale del centro ed auto-re di un eccellente trattalo sui ponti e ca-nali; Cessart ingegnere dei ponti di Saumur, di Luigi XVI , delle Arti e del por-to di Cherburgo; Brisson ingegnere delcanale di San Quintino, ed autore delprogetto di canalizzazione della Fran-cia ; ecc. Nello stesso tempo 1’ Inghilter-ra perfezionava le sue strade e si arric-chiva del sistema più completo delle co-municazioni per acqua,mercè i grandi la-vori fatti dal Duca di Bridgewater coa-diuvato dal celebre Brindley, il quale dasemplice falegname costruttore di mulini

Ingegnere

giunse ai più difficili assunti dell' arte. Sidistinsero dopo di lui Smeaton nella co-struzione del canale Caledonio; Rennienella formazione della maggior parte deigrandi canali e porti della Inghilterra;Telford e Mac Adam nel modo di segna-re e migliorare le strade ed altri molti.

Ingegneri meccanici. L’ dntichità cipresenta Archimede siccome il tipo piùnotabile del dotto che sa applicare ad og-getti di immediata utilità le sublimi teoriedella scienza ed i concepimenti dell’in-gegno. La storia ci trasmise il raccontò«lede macchine straordinarie da lui ado-perate nella difesa di Siracusa contro 1Romani che gli valsero 1 o generale am-mirazione. Archimede ebbe il doppio me-rito di creare le prime nozioni dellascienza meccanica e di farne le più inge-gnose applicazioni. Non conosciamo que-gli domini utili che inventarono i muliniad acqua, quelli a vento e la maggiorparto «Ielle macchine di uso più generaleche risalgono agli antichi tempi. Ma i mo-derni più riconoscenti conservarono ilnome degli ingegneri che illustraronol’ultimo secolo. Il più ingegnoso dei mec-canici, se non il più utile, fu certamenteVaucanson celebre pei meravigliosi suoiautomi, non meno che per le sue bellemacchine per doppiaree lavorare la seta.Accanto ad esso dee porsi Aikwright, il«piale essendo semplice barbiere,col natu-rale suo ingegno ineritimi il titolo di fon-datore della più bella forse fra tutte le in-dustrie moderne, vale a dire della filaturameccanica del cotone, della lana e del lino,che produsse una vera rivoluzione nellemanifatture dei tessuti;e si dee aggiugnereJacquard che immaginò i telai ingegno-sissimi per fare le stoffe operate. La serieperò più notabile dei lavori di meccanicapratica fu certamente quella dell’invenzio-ne ed applicazione delle macchine a vapo-re, e si sa quanto merito vi abbiano Papin,