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Tomo XXX. [Supplimento.]
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KìolinO

silici rotolate e frammenti di conchigliemutati in silice. Questo kaolino è terroso,friabile, poco untuoso al tatto, e difficil-mente s’ impasta con 1’ acqua ; è di unbianco volgente al gialliccio, contiene pocamica, ma molti granellini di quarzo di unbianco grigiastro ed alcuni grani di feld-spato puro grossi da uno a due centimetri.Sembra derivare dalla decomposizione diun granito assai poco micaceo, rimossodalle acque e trasportato da esse sènza mi-scuglio di altre rocce al momento in cuiil suo feldspato era già in uno stato di al-terazione simile a quello che prova il pe-tunzè di S. Yriex. Col lavacro separasifacilmente il kaolino dai piccoli grani diquarzo e di feldspato e 1’ acqua che lo tie-ne sospeso lo lascia precipitare dappoisotto forma di un sedimento finissimo, in-fusibile nel fornello a riverbero ove s’im-bianchisce. Bigot de Morogues lo credeatto a dare da sè solo una porcellana ab-bastanza bianca.

Recentemente venne anche scopertoil kaolino presso Baionna, ed è questouno di quelli che provano più chiaramen-te 1’ origine di questa argilla dal feldspato,giacché tuttavia conserva la struttura la-mellosa di quella pietra. La roccia dondeproviene è unicamente composta di quar-zo e di feldspato ed è un granito graficoche incontrasi in tutti i gradi di decom-posizione.

Si è pure trovato in Francia un kaoli-no a S. Bonnet nel dipartimento dellaLoira , e credesi anzi essere di questo chefacevasi uso nella manifattura di porcel-lane di Lione ; nelle Cevenne vicino aS- Giovanni di Gardonnenca col qualeCliaptal ha fatto alcuni pezzi di porcella-na ; presso Cherhurgo nei contorni dell*°rgo del Pieux ; finalmente a Niederscha-elfolsheim, del dipartimento del BassoReno.

Nell’ Inghilterra si sono trovati kaoli-

Iv.voi.iso 7 7

ni assai belli e candidi, più saponacei altatto di quelli del continente d’ Europa .Sono questi pure il prodotto della altera-zione del feldspato e dei granili in mézzoai quali si trovano. Un deposito conside-rabile nè trovò Iago nella stessa contea, aS. Austell, e vedremo in appresso comesiasi applicato ad altri usi che alla fabbri-cazione della porcellana. In vero, malgradoche l’Inghilterra posseda questi kaolini nonlavora che porcellana tenera a pasta al-quanto bigia, e sembra che la difficoltà dicuocere la porcellana dura col carhon fos-sile sia la ragione che obbligò gli Inglesia rinunziare a questa manifattura.

La manifattura di porcellane di Pietro-burgo estrae il suo kaolino dalla Siberia , jNell’ Italia adoperasi principalmentenelle fàbbriche di porcellane la cosi dettaterra di Vicenza , la quale è un’ argillakaolino che proviene dalla scomposizionedi una roccia feldspatica piritosa che tro-vasi a Tetti vicino Vicenza . Questa argilla,secondo l’analisi fattane di recente dal Ro-sina, contiene:

Allumina. 28

Silice.37

Magnesia.7

Calce.4

Ferro. 3

Acido carbonico ed acqua 1 9Perdila.2

100.

Deesi però avvertire che questa analisiè stata fatta sulla terra che trovasi in com-mercio, perciò assai lontana dalla sua pu-rezza, poiché, per trarne maggior vantag-gio, quelli che la preparano vi mesconouna certa porzione di calce. Il marcheseGenori, fondatore della bella manifatturadi porcellana a Firenze , mandava sul luo-go alcuni uomini della sua fabbrica per