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Tomo XXX. [Supplimento.]
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Resta al presente da spiegare la produ-zione dello zolfo dorato di antimonio.Questo si forma pel contatto dell’ aria elic-la passare 1' idrosolfato più o meno allostalo di idrosolfato solforato, e dallo zolfoproveniente dall’ acido idrosolforico de-composto e che si unisce al chermes almomento della precipitazione.

Robiquet ha veduto che 1’ acido idro-clorico, allungato con un peso d’acquauguale al suo,non Sprigionava acido idro-solforico dal chermes, ma che discioglievauna quantità notabile di ossido che potevaessere precipitato sotto la forma di polve-re dell’ Algarotti. Ila veduto inoltre chela porzione del chermes rimasta indiscioltaconservava per qualche ora il colore diquesto composto : ma che in seguito arri-vava un momento, in cui questa porzionetrasformavasi in acqua ed in solfuro d’anti-monio, come era stato osservato dal Proust.Sarebbe cosa importante il cercare, se ilchermes che ha perduto dell’ ossido e cheè ancora colorato in porpora, fosse Idro-solfato neutro.

Due grani di chermes, tenuti dentro unaboccia a turacciolo smerigliato, piena di aci-do idroclorico debole, hanno dato, dopoun contatto di parecchii giorni, 5,8 di sol-furo di antimonio che riteneva un poco dizolfo. L’ acido aveva disciolto molto os-sido.

L’ azione dell’ acido idroclorico debolesull’ idrosolfato di antimonio, differiscedel tutto da quella che esercita sul cher-mes.. Secondo il Robiquet, l’idrosolfa-to e 1’ acido idroclorico, dopo una ma-cerazione di un mese, non mostrano avereprovato cambiamento veruno. Ma se i cor-pi si tengono per un tempo più lungo incontatto, poco alla volta si scolora l’idro-solfato, diviene bruno castagno, ed arrivaun momento nel quale acquista con moltasollecitudine un volume assai considerabi-le. Accaduto questo fenomeno, frqyasi

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che 1’ acido idroclorico non ha discioltoche pochi atomi di ossido.

LTTìCqua di potassa concentrata e caldaha un’azione energica sul chermes. Appe-na queste materie si trovano in contatto, ilchermes si converte in una polvere gial-la, nel tempo stesso che cede all’alca-li una porzione de’ suoi elementi. Neu-tralizzando quest’ alcali con un acido,non si sviluppa gas idrosolforico, ma sideposita la materia detta zolfo dorato. Fi-nalmente, trattando la polvere gialla con1’ acido idroclorico, ne rimane disciolta lamassima parte, e 1’ altra rimane semprezolfo dorato, l’roust, autore di queste os-servazioni, crede che la causa dei cambia-menti prodotti nel chermes dal contattodella potassa sia dovuta alla perdita chefa di una parte del suo acido idrosolforico.Imperocché afferma che la base del cher-mes resta la stessa, e che 1’ acido idrosol-forico non prova alterazioni tali da porrea nudo lo zolfo. Ciò premesso, è di opi-nione che lo zolfo dorato che si ottieneversando un acido nel liquore alcalinodigerito sul chermes, non differisca daquest’ ultimo se non per una maggioreproporzione di ossido ; ed in fine che lapolvere gialla non disciolta dal liquorealcalino, differisca dallo zollò dorato so-lamente per una maggiore proporzionedi base. Osserveremo frattanto che inquesto modo di vedere non si spiega co-me il chermes possa trasformarsi in duesostanze, nelle quali si ammettono pro-porzioni di acido idrosollòrico minori diquella che lo costituisce, quando si rico-nosce che gli acidi non isviluppano gasidrosolforico dalla potassa che ha digeritosul chermes.

Robiquet esponendo i oo parli di cher-mes a un calore leggero, ma bastante afargli perdere il colore suo proprio, haottenuto i (j parli di acqua e 8x parti diun TOÌlJuo. ;! quale nniùa]; a temperatura