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solfuro alcalino che lo teneva (lisciolto èidratato. Perde successivamente dell’acqua ca misura che la temperatura si innalza, e rpare nero allorché ne è spogliato ; ma nel- tle sue esperienze non ha trovato una prò- ;porzione definita. i
Allorquando la potassa, la soda od i loro (carbonati agiscono sul solfuro nero di anti- ]monio, 1’ ossigeno si porta sull’ antimonio ]con cui forma del protossido ; e lo zollò 1dell’ antimonio piglia il posto dell’ ossige-no dell’alcali : così non si ottiene il chermes ifacendo bollire col solfuro di antimonio ilsolfuro di potassio saturato di zolfo ; ma.col mezzo degli acidi si forma nella solu-zione un precipitato giallo ranciato, che,sottoposto al calore dà lo zolfo e divienenero. Lo zolfo dorato dà un uguale risul-tamento
Il Forni per sua parte fa le osservazio-ni seguenti
1. ° Che allorquando trattasi il solfurod’ antimonio con lisciva di potassa causti-ca, in proporzioni determinate o no, se leoperazioni sieno ben condotte il residuo ètalvolta appena calcolabile, cosicché nonè esatto il dire che il residuo formi pres-so a poco la metà del solfuro impiegato.
2 . ° Che il liquido non sembragli tene-re in soluzione sotto-idro-solfuro di po-tassa, giacché 1’ aggiunta di un sale, odaltro corpo più elettro-negativo del sol-furo d’ antimonio, e che per questo nonabbia azione decomponente, libera dal li-quido tutto il chermes senza emanazioned’ acido idrosolforico, restando nel liqui-do la potassa sola in combinazione colcorpo impiegato, giacché^ trattato il liqui-do con un acido, sia questo pur forte,non producesi sviluppo d’ acido idro-solforico, precipitazione di zolfo, nè saleantimoniale, cosicché sembragli pure er-roneo, che il liquido contenga dell’ idro-solfuro di potassa, che col contatto dell’a-ria passi allo stato di idro-solfuro solforato.
Kermes
5.“ Trova naturale che il chermes svolgadell’ idrogeno solforato coll’ idro-solfurodi potassa, mentre la forza elettro-nega-tiva del solfuro d’antimonio, relativamentealla forza positiva della potassa, è assaimaggiore di quella dell’ acido idrosolfori-co, come agevolmente si può rilevare dalposto che occupano questi due corpi nellaprogressione elettrica, e per conseguenza1’ idrogeno svolto è quello che compone-va 1’ acqua d’ idratazione unita al solfurodi potassio.
4-° Crede assai chiaro che facendo bol-lire una soluzione di sotto-carbonato ilipotassa col solfuro d’ antimonio, non sisviluppi acido carbonico, nè si formi unacombinazione tra 1’ ossido d’ antimonioe la potassa ; giacché in questo caso purela potassa non può spogliarsi dell’ acidocarbonico, che è più elettro-negativo perunirsi al solfuro d’antimonio che lo è' meno; bastando d’ altra parte la sola di-
- minuzione di temperatura per indurre una: disposizione negativa minore nel solfu-: ro d’ antimonio, ed anche forse per mu-i tare lo stato elettrico dell’ acqua. Col ral-
- freddamento adunque la proprietà elettro-negativa dell’ acido carbonico prevalendo
■ a quella del solfuro, questo si precipita :
■ 1’ aggiunta di un acido, che però sia de-l bole e non in eccesso, potendo determi-
■ nare un aumento alla tendènza positiva rlol-l P ossido di potassio, mette in libertà il re-
- sto del solfuro d’ antimonio, che stava di-: sciolto a favore della potassa senza svilup-
- po di gas idrosolforico.
1 5.° Dice pure avere avuto campo di
- verificare, che, se si versa a poco a poco, dell’ acido idroclorico debole nelle acque
- madri del chermes fatte con un alcali cau-ì stico, si precipita in primo luogo una ma-
- teria di color chiaro che dopo d’essere sta-
- ta agitata diventa di un color bruno-fosco,
- ed è il chermes ; inoltre, che se, quando. questa sostanza non sembra più subire