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Tomo XXX. [Supplimento.]
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d" acqua poco a poco il chermes si stacca,si precipita, e 1’ altro corpo limane allasuperficie : si può allora riconoscerlo allesue proprietà fisiche, farne 1’ analisi ed ot-tenere la santolina scoperta da Pelletier.Comunque grossolana in apparenza ras-sembri questa sofisticazione, è assai difficiledi non rimanerne ingannali anche quandole proporzioni del sandalo rosso sieno for-tissime.

Il chermes minerale è pure talvolta falsi-ficato con la matita rossa o col bolarmeno :ma è facile conoscere questo genere di sofi-sticazione nel residuo che lasserà il cher-mes allorquando si cercherà di farlo com-piutamente volatilizzare. Le sostanze peròcon le quali il chermes si trova più comu-nemente frammischiato, sono l’ossido rossodi ferro, il mattone polverizzato e certepolveri vegetabili. Queste diverse altera-zioni si riconosceranno però mai sempremediante le modificazioni che avrà prova-to il chermes nei suoi caratteri e nelle sueproprietà ; così il kermes che contenessedel tritossido di ferro darà con la sua so-luzione nell’ acido idro-clorico, un liquidocolorato in giallo rossastro. Se 1’ antimo-nio ne viene precipitalo con aggiuntad’ acqua, il liquido resterà colorato, e visi scoprirà facilmente la presenza del ferrodall’ idro-ferro-cianato di potassa.

Il mattone ridotto in polvere è menofrequentemente aggiunto nel kermes cheil tritossido di ferro a cagione della suagravità e del colore appannato che gli co-munica ; ma siccome potrebbe avvenireche se ne frammischiasse, se ne prove-rebbe la presenza trattando il miscugliocon 1’ acido idroclorico allungato, il qualescioglierebbe facilmente il chermes, e lascie-rebbe. intatta la maggior parte della so-stanza straniera.

Il chermes, mescolato con polveri vege-tabili, somministra con 1’ azione del calo-re all’ aria libera, o in vasi chiusi, prodot-

Rekmes

ti differenti da quelli che dà il chermespuro, caratterizzati specialmente dall’ odo-re proprio delle materie organiche che sidistillano, dalla presenza dell’ olio empi-reumatico, dai gas infiammabili, dall’ aci-do carbonico ; e benché non sia possi-bile d’indicar una maniera particolare dianalisi per tutte le sostanze che potrebbe-ro sospettarsi unite al chermes, nullaostan-te si giungerà sempre a riconoscere se siaalterato, avendo presenti i caratteri che ab-biamo più sopra indicati pel chermes puro.

Un’ altra sostanza che spesso si mescecol chermes è lo zolfo dorato d’ antimo-nio ; e questa alterazione si fa con tan-to minore riguardo, che questo compostoè formato degli stessi elementi del cher-mes, variate soltanto le proporzioni. Sic-come però esercita su 1’ economia animaleun’ azione molto meno energica, così èprezzo dell’ opera l’indicare i caratteriche possono far distinguere 1’ uno dall’al-tro di questi due prodotti.

Lo zollò dorato d’ antimonio contieneuna quantità di zollò più considerabile edha una tinta lanciata, mentre il chermesha una tinta bruna. Se si mette sui car-boni ardenti lo zolfo dorato, brucia convivissima fiamma, lo che non succede colchermes, avvegnaché quest’ ultimo si de-compone, gonfiandosi bensì tanto sui car-boni, come al cannello, ma senza bru-ciare con fiamma. Facendo bollire per al-cuni minuti una dramma di chermes ed al-trettanto zolfo dorato, ciascuno con unaoncia di olio etereo di trementina, lo zol-fo dorato comunica all’olio un colore gial-lo dorato, e lascia depositare dopo il raf-freddamento, una quantità di cristalli dizollò, mentre 1’ olio bollito col chermes èappena colorato c contiene pochissimozolfo in soluzione. Allorquando si versaun’ oncia d’ ammoniaca liquida del pesospecifico di o,gdo, su i5 grani di zolfodorato, viene questo convcrtito, dopo al-