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Tomo XXX. [Supplimento.]
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Laboratobio

stendesi il feltro sopra una lama sottile eben netta di rame, di zinco, o di ferroposto sopra un sostegno e che riscaldasiconvenientemente con un lumicino. Ingenerale per altro è preferibile diseccare ajnite calore : a tal fine si fa un cilindro dicarta grossa di o"',5o di altezza e del dia-metro di o"‘,io alla cui base sono quattrointagli: ponesi questo cilindro al di sopradella fiamma di un lumicino e vi si sovrap-pone una piccola grata di filo di ottonemolto sottile sulla quale stcndonsi i feltri.L’ aria esterna entrando per le apertureche sono alla parte inferiore venendo acontatto della lampana si riscalda e fa sec-care lentamente il feltro sfuggendo allaparte superiore. Fa duopo avere parecchidi questi cilindri di vario diametro ed al-tézza secondo le dimensioni dei feltri daseccare e la prontezza con cui si vuole ot-tenere 1’ effetto.

Serbatoio. I serbatoi per le sostanzeliquide in quelle piccole quantità che oc-corrono pel laboratorio di cui ci occupia-mo possono essere fiale comuni a turac-cioli di severo, di vetro smerigliato sempli-ce o doppio secondo la volatilità e la na-tura delle sostanze che devono contene-re. Dovendosi conservare dei gas si po-tranno porre aneli’essi dentro fiale dellacapacità conveniente che si terranno ar-rovesciate con la bocca immersa in tazzepiene di acqua. Non dessi però mai fare ameno di chiuderle prima con buoni tu-raccioli, poiché se il gas avesse un contat-to lungo ed immediato con l’acqua si me-scerebbe poco a poco all’ aria che questasempre contiene divenendo impuro. Unafiala ben otturata e col collo arrovesciatonell’ acqua conserva per molto tempo edanche per vari mesi in istato di grande pu-rezza il gas onde si eia riempita. Quandosi vuole servirsi del gas conviene immer-gere la fiala con la tazza nella vasca idro-pneumatica e travasare il gas nel vaso op-portuno per 1’ uso che si vuol farne.

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Sifone. Il sifone è uno strumento as-sai comodo per versare un liquido da unvaso in un altro, quando questi vasisono troppo grandi per maneggiarsi facil-mente, o quando siavi un sedimento chesi voglia lasciare separandolo dal liquido.Questi sifoni si fanno con tubi di vetrocurvali sulla lampana con quelle avver-tenze, massime se sono grossi, che ab-biamo indicate parlando dell’ apparecchiodi Woulf. Molte volte, e massime per ladecantazione, riesce assai comodo 1’ usodi fili di cotone immersi nel liquido daun capo e lasciati prendere dall’ altro for-mando essi per la capillarità una speciedi sifone. Se il liquido è di sua natura a-cido in guisa da attaccare il cotone puòusarsi invece 1’ amianto : è inutile il direche, come nei soliti sifoni, la cima dove na-sce lo scolo deve essere alquanto più bas-sa di quella che riceve il liquido e chequanto maggiore sarà la differenza del li-vello tanto più rapido sarà lo sgorgo.

Sifone conico. Questo nome troviamodato in italiano a quella canna rigonfiain una parte di sua lunghezza che iFrancesi chiamano pipette , e che ser-ve in molti casi non solo a prendere etrasportare piccole quantità di liquido,ma anche a misurarlo. Nel nostro casoquesto tubo ha un diametro interno dicinque millimetri ed un decimetro di lun-ghezza e si va restrignendo verso la cima.Tuffandone la punta in un liquido e cau-tamente aspirando per F altro capo, il li-quido poco a poco s’innalza e manliensiad un’ altezza determinata, quando siasipronti a turare col dito F apertura supe-riore. Sollevando poi questo dito poco apoco il liquido cade goccia a goccia, mas-sime se si ha cura di tenere il tubo incli-nato quasi orizzontale. Se questo tubo ègraduato potrà servire a prendere quanti-tà determinate di un liquido ed in questocaso sarà assai comodo cingerlo di unapiccola ghiera di platino clic scorra lungo