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Tomo XXX. [Supplimento.]
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1 56 Lacca

un bel coloi' rosso, 1’ acqua rimanendo

d’ un giallo leonato.

Quando la soluzione è raffreddata, sidecanta il licore giallo, dal residuo rosso,che lavasi con acqua bollente per edulco-rarlo, e lasciasi seccare lentamente. Il co-lor rosso ottenuto in tal guisa pesa circaun quarto della robbia adoperata.

Questo colore ottiensi vieppiù perfettoadoperando radici fresche di robbia invece che secche, nel qual caso si operacome segue.

Pestatisi otto parti di radici fresche dirobbia in un mortaio d’ ottone con pestel-lo di legno, fiuo che siensi ridotte in unapoltiglia chiara. Questa pasta liquida [to-sta in un sacco di cotone, spremasi posciacon acqua fino a tanto che se ne sia trat-ta tutta la parte colorante. Poscia il liqui-do colorato trattasi con una parte d’ allu-me e con la quantità di potassa necessa-ria, come si disse più sopra. La lacca ros-sa ottenuta deve edulcorarsi con 1’ acqua,indi se la fa seccare.

Questa lacca è la più stabile fra quellevegetali, del che se ne ha una prova neiquadri rimastici dai [littori del secolo XV,i quali non conoscevano ancora la coccini-glia, giunta la prima volta in Inghilterranel i665 epoca posteriore a quella deigrandi coloristi Italiani e Fiamminghi. Gliantichi metodi si tenevano scrupolosamen-te segreti e sembra che fossero assai di-spendiosi imperocché la lacca vendevasiben 1 5 franchi all 1 oncia, mentre oggidìse ne trova che poco più vale alla libbra.

Sovente mesconsi alla lacca di robbiaaltri colori assai meno resistenti all’ azio-ne della luce, ma è facile riconoscer lafrode riscaldando la lacca in una soluzio-ne di carbonato di soda o di potassa chenon dee venirne tinta.

Lacca di Tsavooyan . Gl’ Indianitraggono dalla radice di una pianta salva-tica, che tiene qualche somiglianza con la

Lacca

robbia, un rosso molto vivace e perma-nente, col quale tingono vaiai oggetti. Sitrasse da questa pianta una lacca rossa bol-lendola in una soluzione di allume, dopoaverne separalo una quantità di materiacolorante bruna macerando la radice conacqua fredda, nella quale è solubile il co-lor bruno ma non il rosso, e precipitandola sostanza rossa dalla soluzione di allumecol mezzo di un alcali. Il colore che dàquesta lacca usata ad olio è uguale in bel-lezza, ma non d’intensità a quello de! car-minio finissimo, ma resiste all’azione dellaluce molto più a lungo.

Si dipinsero ad olio con varie qualitàdi carminio e di lacca rossa di coccinigliavarie zone sopra, un’ imposta di finestra ;tutte più o meno si sbiadaroixqed alcunescomparvero interamente,restando espostead una luce assai forte per due settimane ;mentre le zone dipinte con lacca rossa del-la pianta indiana rimasero inalterate dopoessere state nella stessa esposizione perdue anni. Gli Uroni chiamano questa pian-ta Tsavooyan , e la migliore qualità tro-vasi nell’ interno dei paese. Questa ra-dice secca è in grosse fila, e serpeggia oriz-zontalmente attraverso i terreni sciolti for-matisi nei boschi dalla putrefazione dellefoglie cadute. Il suo stelo è quadrangolare,guernrto di peli corti arrovesciati e circon-dato ad intervalli da piccoli nodi che for-mano una stella. Lo stelo per la sua lun-ghezza e debolezza si curva. Dicesi essereil suo nome galium tineforium. Quando laradice si leva di terra è appena colorata etrasparente, ma pochi minuti dopo la e-strazione acquista il color carico e la pro-prietà di cedere il colore bruno ed il ros-so. La materia bruna, separata con l’acquaprima della estrazione del rosso, può esse-re precipitala dall’ allume ed è un brunorossiccio carico di molta bellezza e durata,che può adoperarsi tanto ad olio che adacqua. Vi sono altre piante che crescono