itì8 Laccamuffa
merne il sugo, che si espone al soleper una o due ore. Dopo ciò vi si im-mergono degli stracci che si distendonopoi sopra una siepe, e vi si tengono lino ache siano ben secchi. Il che latto, si pi-gliano circa sei libbre di calce riva chesi mette in una tinozza di pietra, e vi siversa sopra quella quantità d’ orina chebasti per ispegnere la calce ; in questa me-desima tinozza si mettono alcuni bastoniall’altezza d’un piede sopra il liquore, e visi distendono sopra gli stracci già secchi.Passato qualche tempo, cioè quanto neoccorre perchè questi stracci sieno re-stati inumiditi dai vapori dell’ orina edella calce, si levano dalla tinozza e si fan-no seccare al sole ; quando sono ben sec-chi si torna come per Fatanti a stemperar-li nel nuovo sugo, e ciò fatto, si mettonoin commercio sotto il nome di laccamuffain istracci. Questa è quella che gli Olan-desi principalmente comperano dai mer-canti di Montpellier , avendo F arte di e-strarne quella che chiamano laccamuffain pasta od in pani. In Inghilterra, nel-F Olanda e nell’ Alemagna si là uso dellalaccamuffa per colorile i lavori di pastic-ceria, le conserve, le confezioni, gli zuc-cheri canditi e diversi liquori. Gli straccidi laccamuffa servono pure per dar coloreal tino che F abbia perduto. Si narra cJacnell’ Olanda principalmente si destinilo aquesto uso, non che a quello di coloriredi violetto la crosta de’ formaggi : altro-ve servono a colorire una decozione d’iri-de che si addolcisce con lo zucchero facen-done un siroppo di basso prezzo, che imi-ta quello di viole mammole. Yi sono di-segnatori che adoperano la laccamuffa inpani per delineare sulla tela e sulle stoffedi seta quello che vogliono ricamare. MaF uso più comune cui la laccamuflà siimpiega in alcuni paesi, si è por tingere dipolor celeste le grosse tele e la carta su-gante, nella quale si involta lo zucchero.
Laccina
Questa pianta usata principalmente per latintura, non ha quasi alcun uso in me-dicina. In quanto poi alla natura del co-lore, si altera facilmente e dura poco, pelche serve a preparare le Carte reagentipei chimici (Y. quella parola).
(Poiret.)
LACCATI. Sali formati dalla combi-nazione dell’acido laccico con le basi sali-ficabili. (G**M.)
LACCETTO. Piccolo laccio, ma pro-priamente vale nastrino,listerella di cuoioo simile che serve ad allacciare checchessia.
(Alberti.)
LACCIARE. Y. Allacciare.
LACCINA. Secondo John, che per al-tro non ottenne laccina perfettamente pu-ra, si prepara questo corpo sciogliendo lagommalacca nell’ alcole freddo, trattandoil residuo prima con F acqua, poi conF alcole caldo che scioglie la cera, e sepa-rando il residuo per sospensione e decan-tazione dalle spoglie d’insetto che vi sitrovano. La laccina così ottenuta è in for-ma di massa giallastra translucida,la qualeindurisce per F azione del calore senzafondersi, e si ammollisce con l’acqua bol-lente. Con la diseccazione diviene bruna,dura ed aspra al tatto. Non isciogliesi me-nomamente nell’ etere, che, al par dell’al-cole, la ammollisce, la gonfia e la trasfor-ma in una materia poco colorita e gela-tinosa. Se si vuole fonderla si decompone,fuma e diffonde il gradito odore parti-colare che distingue la gommalacca. E piùpesante dell’ acqua, e, secondo John, nonproduce ammoniaca con la distillazio-ne secca. Trattata con F acido nitrico, for-nisce dell’ acido ossalico, ma non F amarodi Welter. Coll’ ebollizione si scioglie nel-la potassa caustica; aggiungendovi un aci-do, si precipita dalla soluzione alcalinache è d’ un giallo-chiaro, ed il precipitato• ha tutte le proprietà della resina di gom-malacca, e si scioglie nello spirito di vino.