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Tomo XXX. [Supplimento.]
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172 Ladano

cellulare nel corpo di questi animali, nellostato attuale della scienza diventa impossi-bile. I diversi sistemi che proposti furonoper Spiegarlo, soddisfare non possono airisultamenti dell’ osservazione ; attenderequindi è duopo che l’accidente o la osser-vazione ci somministrino fatti proprii ametterci sul sentiero.

L’ oggetto che massimamente importadimostrare agli agricoltori consiste nelsapere, se questa malattia sia contagiosa.Parecchii motivi inducono a crederla ta-le, e nell’ incertezza prudenza vuole chesi agisca come se per tale fosse rico-nosciuta; isolare quindi si devono tuttiquei maiali, i quali, visitati sotto la lingua,indicheranno di esserne affetti.

Quando le idatidi sono poche in unmaiale, non influiscono sulla sua salute,e perchè si facciano vedere sotto la linguaconviene che sieno in gran numero. Ognigiorno ne aumenta la quantità, assorbo-no la linfa, tolgono alle carni il neces-sario alimento, e determinano finalmente,quando sono eccessivamente numerose,quella specie di cancrena secca, che ca-giona la morte dell’ individuo.

Molti sono i rimedii che vennero indi-cali contro la ladreria, ma nessuno hariuscito, e quanto abbiamo fatLo osserva-re qui sopra basta per dimostrare la lo-ro inefficacia. La nettezza, tanto desidera-bile in tutte le specie di ^levamento de-gli animali, non ha veruna influenza perimpedirne i principii e nemmeno per gua-rirla, giacché questa malattia fu scopertaperfino nei feti, e non è vero che i cinghia-li non vadano esenti. L’analogia vieneinoltre in tal caso in soccorso dell’ espe-rienza, poiché i delfini che girano conti-nuamente nei mari, chiamare non si pos-sono sudici, e nondimeno trovansi eccessi-vamente coperti da una specie di idatidesimile a quella di cui si tratta, specie cheUose pel primo descrisse e disegnò nella

Lagf.tto

sezione dei vermi del Piccolo Buffon, enel Nuovo Dizionario di storia naturale,stampato da Detorville.

Il solo mezzo che si può adoperare perdiminuire le perdite che può cagionare laladreria, si è quello di ammazzare i maialiche ne sono colpiti, appena aceorgesi del-la sua presenza. La loro carne è molle escipita, ma il suo uso non produce verunoeffetto nocivo sopra chi ne mangia, spe-cialmente quando la malattia non sia peranco arrivata al suo ultimo grado.

La vendita dei maiali morti da questomalattia è stata in ogni tempo vietata dairegolamenti di polizia. In Francia sottoLuigi XIV vennero perfino create carichesotto il nome di consiglieri del re, giuratilinguisti dei maiali, le cui funzioni eranodirette ad assicurarsi se i maiali condottial mercato ne dissero intaccati Questi re-golamenti sono saggii e devono essere con-servati, non già pel pericolo dell’uso dellaloro carne, ma perchè essendo questa diqualità inferiore, diventa un delitto il ven-derla come buona a coloro che non san-no conoscerla. E impossibile mangiare dellardo ove sieno idatidi senza accorgersene,perché queste sono più dure del resto escricchiolano sotto il dente.

(Rose.)

LADRI (Aceto dei quattro). V. A-

CETO.

LAGENA. Era anticamente una speciedi vaso o bottiglia che serviva di misuraper contenere il vino e facevasi di radicedi fico o di altre piante silvestri.

(Rubbi.)

Lagena. Dicesi anche in altri tempi unamisura pel vino, come fiasca o barile, ocome la metreta onde servivansi gli antichi.

(Giunte veronesi al /'oc. dellaCrusca■)

LAGETTO (Lageita lintearia). Ar-boscello di 4 a 5 metri indigeno dellaGianunaica, la cui corteccia interna rap-