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Tomo XXX. [Supplimento.]
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i motidei manubrio. Affinché poi mediantequesto meccanismo i cilindri si mantenga-no parateli! è duopo ridurli tali da belprincipio, ed ecco in qual guisa giungasi aquesto risultamento in modo sicuro edesatto matematicamente. Fissatosi primie-ramente il cilindro inferiore nella posizio-ne che dee occupare, mettesi il secondo ci-lindro sui suoi guancialetti lasciandolopoggiare in tutta la sua lunghezza sull’ al-tro. Copronsi allora i pernii con la partesuperiore dei guancialetti scorrevoli e inet-tonsi le viti di pressione nelle loro madriper guisa che poggino alla parte inferioresui guancialetti scorrevoli stessi : quindi sidispongono le ruote sulle viti,e l’asse oriz-zontale die dee loro trasmettere il movi-mento simultaneo. Accade per lo più cheper obbligare i denti dell’ ingranaggio adincontrarsi bene è duopo far retrocedereuna delle viti, sicché questa non tocca piùi guancialetti come fa l’altra. Allora deesifar girare tutto il sistema per rialzare en-trambe le viti limando la cima di quellache risultava più lunga. Tornando a serrarre queste viti si osserva quale lunghezza siconvenga ad entrambe perchè vengano inpari tempo a contatto dei guancialetti scor-revoli, e così a forza di prove ripetutelunghe, a dir vero, e minuziose, ma che sifanno una sola volta per sempre, si è si-curi di aver sempre un esatto paralellismoquando gli ingranaggi ed i vermi delle vitisieno esattamente gli stessi tanto da unaparte che dall’ altra. Oltre all’- andamentoobbliquo delle lamine che abbiamo indicatosiccome indizio della mancanza di paralel-lismo, quando lavorasi il piombo se ne hapure un altro, poiché se i cilindri non so-no perfettamente paralelli la lamina riescecurva sensibilmente sulla sua lunghezza.

Le fig. 3 e 4 mostrano il meccanismoche serve ad avvicinare 0 ad allontanaret cilindri lasciandoli paralelli. La fig. 3

Laminatoio

la mostra di fianco. Si vede che i perniidel cilindro superiore b sono sostenutida due grandi staffe m, m, le quali termi-nano alla parte superiore con una catenache ravvolgesi sopra un verricello, munito,nel mezzo di aspi, premendo sui qua-li si può innalzare più o meno il cilin-dro superiore b che pel suo peso tende-rà a riavvicinarsi al cilindro inferiore a.Questo suo peso sarà bensì sufficientea far coincidere i due cilindri quando lamacchina non agisce, cioè, quando non viè nulla frammezzo ad essi, ma non saràsufficiente a produrre la laminatura conla forza e prontezza che occorrono, ed èperciò che si fanno comprimere con viti icollari />. p sovrapposti ai pernii del cilin-dro b. Ciascuno di questi collari tiene dueorecchie <7, q attraversate da un fòro ci-lindrico nel quale passano le colonne difervo r, r che fiumano la intelaiatura dellaminatoio. Il guancialetto inferiore x che èimmobile tiene parimente due orecchie n,nattraversate dalle stesse colonne. Sonoqueste lavorate a vite alla parte superiore,e le madri o di queste viti sono guernitediruote dentate s esattamente simili, le qua-li ingranano con due rocchetti f, t. al disopra dei quali avvi una ruota ad angolo vche ingrana con viti eterne », «, il cui assetiene nel mezzo una crociera y. Si vedeche girando questa crociera y, le viti eter-ne fanno girare simultaneamente e di unastessa quantità le ruote ad angolo zi, zi, equindi i rocchetti annessivi /, t che metto-no in moto tutte le quattro ruote s adun tratto. Essendosi veduto che questeruote sono fissate sulle madri-v iti 00 chestanno al di sopra delle orecchie <7, q deicollari p,p, è chiaro che faranno discende-re questi collari quando girasi in un sensola crociera j-, e li faranno invece salirequando questa girisi in senso opposto.Qualunque forza motrice può applicar-;

ne è la pianta orizzontale e quella 4 è si ai laminatoi, a condizione però che si^