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contatto dell’ aria e dei corpi in ignizioneche tutta riesca proficua, quindi sfuggireb-be sempre una parte di aria indecompo-sta e per conseguenza una parte di gase vapori non abbruciati. Occorre adunqueun eccesso, e quale abbia ad essere nonvenne ancora fissato, poiché, mentre si fe-cero molti studi!, come vedremo, sulla ma-niera dì scompartire e dirigere le correnti,non si è, per quanto sappiamo, fatto alcu-na osservazione sulla quantità di aria dadarsi alle lampane, la quale forse dovrà inun certo limite variare secondo le formeparticolari di esse. Nullameno come normagenerale sembrerebbe che non si andasselungi dal vero ammettendo, come nei for-nelli, che la quantità d’ aria da sommini-strarsi avesse ad essere all’ incirca doppiadi quella che si decompone. I mezzi perregolare la quantità di aria che passa sullafiamma consistono nell’ accrescere o dimi-nuire le aperture per cui si introduce oquelle donde esce; nell’ allungare od ac-corciare il camino ; nel far uso di apparatifumivori, fumifughi o simili, che impe-discano la libera uscita alla parte superio-re del camino ; finalmente nell’ alzare odabbassare il lucignolo, col che viensi adaumentare o scemare il bisogno dell’ aria.Le precedenti considerazioni sono quasiassolutamente le sole che interessino perriguardo ai lucignoli grossi o piatti, quin-di d’ ora innanzi, quanto diremo, si rife-rirà sempre ai becchi circolari all’ Àrgand,e se mai qualcuna delle avvertenze utili aquelli lo fosse agli altri del pari, ne faremospeciale menzione.
Una fra le prime ed importanti con-dizioni per le correnti nelle lampane,dopo la quantità dell’ aria fornita, si èche quest’aria sia scompartita a dovere,cioè che vi abbia una certa propor-zione fra quella che passa nell’interno delbecco e quella che scorre all’ esterno.Molte osservazioni fattesi a questo propo-
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sito nei Becchi a gas notammo a quellaparola ed a quella Illumina ziosf. a gasin questo Supplimento (T. Il, pag. 277 eT. XIII, pag. 2 35 ) e queste sono in granparte applicabili anche alle lampane addio:in generale se la corrente esterna è troppogrande vedesi la fiamma allungarsi, e se ladifferenza oltrepiassa un certo limite, lacombustione non è completa; parimentese la interna corrente è quella che prevaledi troppo la fiamma dopo essersi rigon-fiata alquanto, come nel primo caso, si al-lunga, e, passato un certo segno,manda delfumo. Stabilita quindi che si fosse invaria-bilmente P altezza da darsi al lucignoloconverrebbe in ogni lampana provare ri-petutamente a mutare le aperture per lacorrente interna ed esterna fino a che si itrovasse la proporzione piti utile e quellastabilire invariabilmente. All’articolo Bec-chi a gas addietro citato si è pure accen-nato come siasi regolata P interna apertu-ra per cui entra P aria in maniera che for-mando una fessura anulare alla parte su-periore sia obbligata a dirigersi controla base della fiamma, che viene ad esserein tal guisa come esposta al soffio di uncannello ferruminatorio. Non crediamo chequesta disposizione fosse da raccomandar-si pei becchi delle lampane, attesoché for-se quest’ aria potrebbe produrre un con-sumo troppo rapido del lucignolo facen-do bruciare anche il carbone che vi si de-pone e che serve in certo modo a pre-servarlo dalla distruzione. Tuttavia nonsarebbe difficile che anche nelle lampo-ne tornasse utile un’ analoga disposizioneconvenientemente modificata, facendo, acagione d’esempio, la fessura anulare mol-to più larga, sicché non avvivasse trop-po la fiamma e nulla di meno impedisseall’ aria di salire nel centro e di sfuggireal contatto.
La corrente esterna ha luogo fialaparte esterna del becco e della fiamnia>