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Tomo XXX. [Supplimento.]
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Lava

4ao

Silice. 5 o

Allumina.20

Soda con potassa. 4,5

Calce. 4,5

Acqua.21

100,0

Questa varietà è meno dura dell’ anal-eimo bianco, e si lascia graffiare dal vetro :si fonde al cannello, ma difficilmente, evi si gonfia, dando uno smalto biancofosforescente : la sua rottura è lamellosa,ed il peso specifico di 2,08.

L’ annidino che trovasi nelle lave nonè impastato in queste deiezioni vulcaniche,come i cristalli di anfigeno, ma al contra-rio vi è collocata distintamente nelle cavi-tà loro, le veste' de’ suoi cristalli, e pareesser visi aggregato per infiltrazione dopolo sbocco delle lave : essendo in ciò assaidifferente dall’ amfigeno, che esisteva nellepietre trasformate in lava, prima della lorometamorfosi, come opinò la maggior partedei geoioghi, e questa opinione sembrafondata sopra una ragionevole analogia.Nella Valle di Fassa aderisce all’ apofilliteluminare, ed alla calce carbonata cnboide.

Venendo a parlare delle applicazionidella lava all’ agricoltura ed alle arti, os-serveremo essere la lava del Vesuvio de-composta che forma il terreno in cui cre-scono quelle viti dalle quali si ottiene ilprezioso vino detto lacrima cristi. Dovetrovansi in abbondanza di queste lave siadoperano per materiali di costruzione, edè, per esempio, con una lava basaltina chegli antichi Romani selciavano le loro stra-de. A Parigi si fa grand’ uso delle lavedell’ Alvernia e precisamente di Volvic,per farne i marciapiedi delle strade, e veg-gonsi edifizi antichi e moderni interamen-te fatti con questa lava, massime nei din-torni di Volvic, dove la massa in alcuniluoghi tiene una grossezza di 1 5 a 14 me-tri, avendosene pezzi assai grandi, ed al-

Lava

fresi facili a lavorarsi ed a scavarsi e <Snatura quasi inalterabile. Con questa stes-sa lava fino dal secolo scorso facevansìtubi che si foravano nel modo più facilemediante scalpelli di acciaio mossi da sem-plicissimo meccanismo ; ma essendosenefatto il saggio a Moulins ne risultarono tra-pelamenti prodotti dalla porosità di quel-la pietra di natura alquanto spugnosa. Ifratelli Brosson si studiarono di rimediarvicon un metodo chimico che nel 1829 ot-tenne una medaglia d’ oro di secondaclasse dalla Società di incoraggiamentodi Parigi (V. Tubi).

Un uso molto importante di queste la-ve si è quello fattosi di applicarvi pitturea smalto inalterabili, industria importanti-ssima, dovuta principalmente alle cure delconte Chabrol di Volvic ed agli studi diMortelecque, mediante la quale possonofacilmente ottenersi piastre sottili grandiun metro quadrato ed anche più copertedi smalto.

Da parecchi anni nelle fabbriche di Se-vres si erano fatti saggi di pitture a smaltasopra grandi piastre di porcellana della di-mensione di oltre ad un metro, e si avevaconcepita speranza di riuscirvi ; ma losbiecarsi e fendersi di quelle piastre nellacuocitura, presentava un ostacolo del mas-simo peso. La osservazione, fatta dal con-te di Chabrol, che le piastre di lava di Vol-vie, anche della grandezza di due metri, sipotrebbero replicatamente assoggettare alfuoco senza alterarle, diede luogo ad unaspecie di gara.

Mortelecque, chimico assai noto per lafabbricazione di colori addattati alla pittu-ra sulla porcellana, fu quello che estesemaggiormente siffatte ricerche ed ottennegli effetti più soddisfacenti per P applica-zione in grande dello smalto sulla pietradi Volvic. Gay-Lussac e Darcet assog-gettarono alcuni di questi smalti all’ azio-ne del solfato di soda ed al fuoco arro-