Band 
Tomo XXX. [Supplimento.]
Seite
445
JPEG-Download
 

Lavatura

avessero potuto deporre sul grano ; pel chela sua conservazione diviene più lucile e piùsicura. Tutto induce quindi a credere chequesto metodo verrà generalmente adotta-:to, esigendo meno forza che gli apparatiper nettare i grani a secco e dovendo daultimo presentare qualche vantaggio al lab-1bricatore, condizione del resto indispensa-bile, e senza di cui questo metodo, perquanto siasi ingegnoso, non potrebbe maivenire adottato in grande nelle manifatture.

(PoMJHER.)

Lavatura delie ceneri degli orefici.V. Crveri.

Lavatura delle dorature sul legno osul nutro. Le dorature di questa sorte so-no a mordente ad olio od a bolo e ciascu-na abbisogna di un trattamento partico-lare.

Per quelle a mordente ad olio si fa unasoluzione di potassa e con un pio’ di coto-ne la vi si applica sopra,e se è possibile siespongono all’azione del sole. Formasi inquesto mollo una sostanza salina che condiligenza si toglie facendola scorrere soprala doratura medesima con un fiocco dicotone ; e così viene reso all’ oro 1’ anticosplendore. Si dee stare attenti e non per-mettere che troppo lungamente l’accennatasostanza alcalina si rimanga sopra la dora-tura, perchè potrebbe interamente distrug-gerla mentre si cerca di farla rivivere.

Le dorature a bolo possono essere per-fèttamente ripulite passandovi sopra contutta delicatezza una mano di alcole, ma inmodo tale che non tocchi altro che il luogoda restaurarsi, poiché in caso diverso siguastano.

(Giuseppe Giulj.)

Lavatura della lana. Si è veduto alloarticolo Lana che tutti ipeli di essa quandoracco lgonsi mediante la tosatura dal dossodegli animali sono coperti di un intonacograsso naturale cui si dà il nome di un-tume della lana , il quale altera la bian- i

Lavatura

chezza della lana e la sua lucidezza, for-mando nelle successive operazioni dellatintura un ostacolo alla applicazione deimordenti e delle materie coloranti, sicchéè necessario levarlo per adattarla ai nostribisogni. Tale si è lo scopo cui tende 1’ o-perazione della lavatura della lana.

Da pochi anni formaronsi in vari paesi,ove è in molta attività il commercio dellalana, alcuni stabilimenti, conosciuti col no-me di lavatoi , i quali comperano per pro-prio conto la lana dai proprietarii di anima-li, la assortiscono o ne fanno la cernita, lalavano quindi la vendono ai fabbricatori. Siistituirono pare altri stabilimenti, col nomedi lavatoi a compito , ad oggetto di rice-vere in deposito la lana raccolta dai col-tivatori per assortirla, farne la cernita se-condo le sue qualità e lavarla, poi venderlaai manifattori a profitto di quelli che laavevano consegnata mediante un leggerocompenso. L’andamento di questi ultimistabilimenti incontrò alcune difficoltà cheimpedirono loro di estendersi, malgrado ivantaggi che sembravano promettere.

In Francia le lane comuni e fine in-digene vengono il più delle volle lavatecon cernita o senza prima della vendita ;all’ opposto tutte le lane delle razze per-fezionate si vendono col loro untume.Tuttavia, nel dare i suoi velli in questostato, il proprietario ignora la qualità dellasua lana, la proporzione delle varie qua-lità che vi si trovano ed il calo che fa-rà col lavacro. Così gli mancano le co-gnizioni necessarie per classificare la suagreggia e determinare quali sieno gli ani-mali che gli danno profitto, e quali quelliche gli sono di danno ; non ha più gui-da per dirigersi nella via de’ migliora-menti o per lare que’ cangiamenti che so-no richiesti dalla volontà o dai bisogni delpubblico. Quando la lana è scelta e lava-ta, all’ opposto i proprietari conosconocon esattezza quello che rendono dopo la