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della lana • le cure avutesi nelle varieoperazioni, ossia secondo l’abilità dal la-vatore. Un buon lavatore non è cosa co-rnine, e la bravura consiste nel ridurre lelane ben nette, ben purgate, bianche, nonintrecciate, annodate o spezzate e di tintauniforme.
Da lungo tempo nel mezzodì dellaFrancia, e specialmente nella Linguadoca ,si adopera un mezzo eccellente per digras-sare le lane senza bisogno di altra sostan-za che 1’ untume stesso, essendosi ricono-sciuto che tutte le altre sostanze digras-santi indurivano il filo e ne alteravano laqualità. Adoperasi a tal fine una grandecaldaia piena di acqua che riscaldasi dai 4®ai Go” R. secondo che la lana e più o me-no difficile a nettarsi. Seia temperatura lotrepassasse i fio la lana ne rimarrebbe al-terata. Si adoperano due reti a magliefitte, come quelle onde servonsi i tintori inlana, e quando V acqua trovasi al grado dicalore conveniente alla lana che si vuoldigrassare gettasi nella caldaia una dellereti caricata con 3o chilogrammi di lanacol suo untume. Suolsi incominciare perguernire il bagno di untume con lanedi qualità inferiore, poscia trattasi un po-ca di lana fina, per vedere se il bagno siaallo stato conveniente per liberarla pron-tamente dal suo untume Quando que-sta è nella caldaia se la agita con unbastone e dopo avervela laciata 5 a 6 mi-nuti, si rialza la rete con un verricello si-mile a quello onde i tintori si servono.Mentre sgocciola la prima lana levatasi dal-la caldaia vi si getta la seconda rete conaltrettanta lana, e vi si lascia per lo stessotempo della prima , portandosi frattantoquesta ai lavatori. Nel mezzogiorno dellaFrancia i panieri sono rotondi, di ferro odi quercia ; altri sono quadrilunghi cintidi una rete a maglie fitte. Il fondo di que-sti ultimi è fatto con tavole di quercia, af-finchè non possa per esso sfuggire la lana.
Lavatura 4fii
Per ben depurare la lana tre lavatorimettonsi nel mezzo di una corrente di a-cqua tenendo ciascuno dinanzi a se unpaniere ; si tengono distanti tre piedi unodall’ altro e sono separati da un piano sulquale passansi la lana successivamente.Ognuno tiene a tal uopo una forca benliscia a tre Corna ricurve, il cui manico èlungo i m ,3. Il primo lavatore prende damezzo ad un chilogramma di lana per vol-ta, la pone nel suo paniere, la rivolta, laagita con la sua forca, facendo in guisa chenon si intrecci, e dopo averla agitata perun certo tempo la passa ad un secondo ilquale la lava, la agita alla sua volta, poi lapassa ad un terzo che aneli’ esso la lavain fino a che sia ben depurata, sicché1’ acqua ne scoli chiara. Allora la getta suiciottoli. Ciascun lavatore dà alla lana pres-so a poco tre a quattro giri a destra edaltrettanti a sinistra. Nella stagione estivatalvolta questo rimovimento della lana sifa col piede. Il terzo lavatore mette la lanaa misura che gli arriva in un grande pa-niere ovale che ne può contenere circa 6ochilogrammi e che due uomini portanoallo stenditoio. L’ asciugamento non diffe-risce dal metodo spagnuolo che abbiamodescritto nel Dizionario , e quando la lanaè asciutta si ammucchia e si imballa.
Si vede da quanto dicemmo che nelmetodo di lavacro francese il bagno d’ a-cqua di untume è il mezzo più attivo didepurazione ed un lavatore diligente deeinvigilare con ogni cura alla conservazio-ne di questo liquido per formare il bagnoquando mancasi di lana col suo untu-me^ per digrassare quelle che non fos-sero ben riuscite al primo lavacro ; perdare un’ aggiunta di untume alle laneagnelline, a quelle poco nutrite o dilavatedalla pioggia; per lavare quelle trattate conla calce e render loro dolcezza e mollezza,o finalmente per compiere il digrassamen-to presso i manifattori prima di tignere le