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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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LlBRERU

Diesila. Ila una biblioteca «li 3 oo,ooolibri stampali 2,700 manoscritti e 1 5 o,ooodissertazioni.

Lipsia. La biblioteca Paolina ha 100mila volumi stampati e 1000 manoscritti.

Franeforte.Ha una biblioteca di 5 o,ooostampati e 5 ,000 manoscritti.

Stoccolma . La biblioteca reale è com-posta di 70,000 libri stampati, 2,5oo ma-noscritti e i 6 , 5 oo diplomi. BengelstjarneEugestrom,ha 1 2,ooolibri stampati, 3 ,000manoscritti.

Upsal. Possedè la biblioteca più rag-guardevole della Svezia , di 1 00,000 ope-re stampate e 6,000 manoscritti.

Copenaghen . La principale bibliotecaha 400,000 libri stampati, e 200,000 ma-noscritti : quella della Università 100,000libri stampati e più di 3 ,000 manoscritti.

Pietroburgo . La biblioteca imperiale,trasportata nel 1796 da Varsavia , e quindiaccresciuta, conta 400,000 stampati e qua-si 1 6,000 manoscritti.

Brusselles. La Biblioteca della cittàpossedè 100,000 stampati; quella del Go-verno 16,000 manoscritti.

Olanda . Questa nazione ha poche emeschine biblioteche.

Importantissima istituzione nel progres-so delle arti in generale e dell 1 agricolturain particolare si è poi quella delle cosìdette librerie o biblioteche circolanti, diquelle cioè formate da uno speculatore,i! quale mediante assai tenue retribuzione,concede l’uso di esse e ne presta i volumi.Migliori ancora sono poi quelle librerieformate dietro un annuo contributo davari operai unitisi in società che vi hannotutti uguale diritto e ne usano con certenorme in comune. Queste ultime speciedi librerie possono essere rese ancora piùutili dai manifattori facendo sì che nei gior-ni festivi vi sieno letture e spiegazioni del-le opere più direttamente utili, il che assaitenue spesa cagionerebbe e procurereb-Suppl. Dh. Tecn. T. Xril[.

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be in compenso grandi vantaggi, togliendogli operai all’ ozio pericoloso di quellegiornate non dedicate al lavoro, e renden -doli più istruiti e migliori, od almeno de-stando in essi l’amore dello studio facen-done toccare F importanza con mano.Questi spedienti divengono oggi più utili,dappoiché presso tulli i colti paesi la istru-zione primitiva si è grandemente diffusa, asegno che fra breve sarà tanto difficile tro-vare un artigiano che non sappia leggere escrivere quanto lo era altra volta il trovar-ne uno di queste cognizioni fornito.

Nemici fatali alle librerie sono le tarmee segnatamente 1 ’ acartts eruditns, il ter-mes fatale, il ptìnusJ'ar,ed il ptinus per-tinax,\ quali rodendo quelli tra’i libri chevengono più di raro adoperati, li riduconobene spesso inservibili. Alcuni legatori cre-dono poter evitare questi danni aggiugnen-do dell’allume di rocca alla colla, ed alti icredono che la colloquinlida basii a fu-gare quegli insetti ed a distruggerne le uo-va; ina entrambi questi preservativi sono diniun effetto. Efficacissimo sarebbe I’ unirealla colla dell’orpimento; ma l’essere questo un possente veleno ne rende l’uso pe-ricoloso, e pei legatori che se inconsidera-tamente si toccassero la bocca, il naso, o gliocchi con le mani sporche di quella colla,potrebbero averne gran danno, e per que-glino stessi-che maneggiano i libri, ai qualila colla secca e polverizzata potrebbe cadere inavvertentemente in luoghi ore stes-sero cibi od altro, od anche sollevarsinell’ arùi ed essere poi da essi aspirata. Ilmigliore riparo si è quello di fare la collacon 2/3 di farina ed i /3 di colofonia, iltutto bollito insieme, l’unico obbietto delquale ripiego si è che questa colla talvoltacol tempo ingiallisce alterando così la cartaattaccata con essa sul rovescio dei cartonide’ libri. Per la conservazione di questipotrà anche bastare lo spargere nelle li-brerie della colofonia in polvere, e molti

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