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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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Di vari altri mezzi suggeritisi per ren-dere potabile 1’ Acqua marina , abbiamoparlato nel Dizionario a quella parola enell’articolo Distillazione deWacqua ma-rina in questo medesimo Supplimento.Non sarà qui discaro però il trovare unabreve storia dei tentativi fattisi in varitempi per ottenere questo importantissimooggetto.

Plinio aveva di già osservato che queivapori, i quali sollevami dal seno del maresono dolci essenzialmente, e stimava chebasterebbe condensarli e riunirli in vasidestinati a questo uopo. San Basilio indi-cò pure questo fatto, e cercò i mezzi ditrarne profitto per le navigazioni di lungocorso. Non mancava allora se non uu ap-parato distillatore che imitasse 1’ operadella natura. Durante il medio evo non fe-cesi alcun tentativo per distillare 1’ acquamarina, e molto dopo soltanto i modernioccuparonsi di questo spediente. Ilartonsembra essere stato il primo nel 1670che abbia trovato il segreto di addolcire1 ’ acqua del mare. Ne operava la distilla-zione aggiugnendo all’ acqua dell’ alcalifisso, poi mescendovi una terra argillosa,per toglierle quel gusto empireumaticoche conservava, e col suo metodo potevadistillare 24 tazze di acqua al giorno. Nel1672 il grande filosofo Leibnizio esposenegli Atti della società di Lipsia, le suecongliielture relativamente ad un apparatoper distillare 1’ acqua marina ; ma quelgrand’ uomo non ottenne alcun risulta-mento positivo dalla sua teoria. Nel 1717Gautier, medico di Nantes , risolvette ilproblema della distillazione dell’ acqua delmare, inventando una macchina distillato-ria, nella quale bruciava il combustibile aldisotto dell’ acqua in un focolare di formaspeciale ad evaporazione piuttosto lenta,ritraendone 140 pinte di acqua potabilein 24 ore. Le Memorie dell’ Accademiadelle scienze di Parigi nel 1717 confer-

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mano questa scoperta. Dal 1717 al tempodella rivoluzione francese , avvenuta nel1789 si fecero vari tentativi con differentesuccesso. Il conte Marsigli fece varie pro-ve di filtrare l’acqua marina attraverso lasabbia o la terra, ma nessuno riuscì. Ilalesfece interessanti sperimenti ; ma vi riuscìimperfettamente soltanto. Nel 1752 Ap-pleby approfittandosi delle scoperte di Ha-les, propose al parlamento inglese un ap-parato distillatorio, nel quale introducevaper ogni venti pinte d’ acqua marina unmiscuglio di 4 parti uguali di ossa calcina-le, di potassa caustica ed anche di pietrainfernale, a fine, come egli diceva, di fis-sare il gas idroclorico ed il bitume checontiene 1 ’ acqua salsa. Dopo alcune altreprove Poissonier, medico consulente delRe di Francia, nel 1 764 presentò all’ Ac-cademia delle scienze una Memoria intor-no ad un metodo che permetteva la distil-lazione dell’ acqua marina in qualsiasi tem-po, e malgrado tutti i movimenti della nave.Componevasi questo apparato di una cas-sa quadrata di rame, di grandezza arbitra-ria, con un cilindro orizzontale che servivadi prolungamento al focolare attraversan-do la caldaia : per evitare il passaggio del-l’acqua marina nei cappelli, durante iltempo burrascoso, una doppia piastra distagno copriva la caldaia e lasciava passareil vapore per 07 piccoli tubi : una botteserviva di refrigerante. L’ acqua distillalacon questo mezzo conservava un gustomolto distinto. Poissonier, sulle osserva-zioni fattegli dagli uomini di mare e dalchimico Baumè, modificò la sua macchinaadattandola alle cucine delle navi; ma adonta dei notabili miglioramenti fattivi, fuduopo rinunziare a servirsene perchè ca-gionava soverchio ingombro e d’ altra par-te il suo modo di costruzione esigeva chesi mutasse la forma delle cucine allora inuso. L’inglese Ynving copiò il metododi Poissonier lo diede come invenzione