Lineare
cessarla, perché le acque possono «correreliberamente.
(Alberti.)
Linea capitale. Chiamano gli ingegne-ri militari quella porzione del semi-diame-tro della punta del baluardo che va a ter-minare nel centro di esso.
(Alberti.)
Linea di muro o simili. Vale diritturao tratto diritto.
(Alberti.)
LINEAMENTO. Ordinamento prefissodi linee adequale ad effetto di rappresen-tare qualsivoglia cosa.
(Bai.dinccci.)
Lineamento. Il Cavalieri crede questaparola equivalente a quella epuro deiFrancesi, la quale però noi crediamo po-tersi anche, ed in molti casi più pro-priamente, tradurre Sacoma o Cartone(V. queste parole), imperciocché propria-mente lineamento è qualunque disegno,ed epure invece indica quello soltanto che,essendo fatto per servire di norma nel-1’ esecuzione di un dato oggetto, ne rap-presenta i più minuti particolari, dietroscala regolarissima od anche spesso in na-turale grandezza. Così, a cagione d’ esem-pio, uno o due lineamenti o disegni, posso-no bastare per far comprendere una mac-china anche molto complicata, per la ese-cuzione della quale occorrerebbero inveceforse centinaia di figure che ne mostrasse-ro separatamente le varie parti, e questeultime costituirebbero propriamente leépures che a noi piacerebbe chiamarecartoni , perchè farebbero pegli arteficiappunto lo stesso oflìzio che fanno peipittori i cartoni.
(G**M.)
LINEARE ( Disegno ). Dicesi quellaspecie di disegno formato di semplici lineeper lo più regolari. Tale si è quello dellemacchine principalmente (V. Disegno.)
(G*’M.)
Linfa i65
LINEATO. Vale tirato a filo o a di-rittura.
(Alberti.)
Lineato. Sparso o coperto di linee, edicesi per lo più del partimento di colorid’ alcuni animali e di altri corpi naturali.
(Alberti.)
LINETO. Luogo piantato di Lino (V.questa parola.)
(Gagliardo.)
LINFA. La linfa delle piante, detta an-che succhio , è un liquore trasparente, sen-za odore, apparentemente poco diversodall’ acqua, e di sapor vario, imperciocchéora è dolce, ora salso, ora addetto, oraacerbo, il quale scorre nelle piante a quelmodo e con quegli effetti che ora vedremo.
Essendo la materia nutriente sommini-strata alle piante dalle radici in uno statofluido, questa materia deve esistere nellepiante in questo medesimo stato di fluidi-tà ; ed, a meno che non provi alterazionenella sua composizione al momento mede-simo in cui è assorbita, si dee ritrovarlanella pianta tal quale è stata presa dalleradici. Se si giungesse con qualche mez-zo ad estrarre dalle piante questo fluidonutriente, prima che fosse stato altera-to, si potrebbe analizzarlo, ed acquistarein tal modo cognizioni molto più esattesulla nutrizione delle piante. Questo mez-zo indurrebbe certamente in errore, se lamateria nutriente si alterasse appunto nelmomento in cui è assorbita ; ma se si con-sidera, che quando si innestano due alberidi differenti specie 1’ uno sull’ altro, cia-scuno d’ essi porta un frutto speciale, eproduce le sostanze sue proprie, si deecredere, che le grandi alterazioni almeno,che prova 1’ alimento delle piante dopo1’ assorbimento, non abbiano luogo nelleradici, ma in altre parti della pianta.
Se questa conclusione è giusta, l’ali-mento delle piante dopo l’assorbimentocol mezzo delle radici, dee riferirsi direi-