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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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a 5 8 Lino

glossi numeri «la 6 a 10,000 metri al chi-logramma, i quali non esigono una tantoperfetta pettinatura.

Nell’ Inghilterra inventaronsi da parec-chi anni alcuni pettini meccanici pel linoe descriveremo specialmente «jnelli imma-ginati da Joshne Wordsworth, meccanicodi Leeds . Vedesi uno di questi dall’ altonella fig. i della Tav. LYI delle Arti mec-caniche e da un capo nella fig. 2. AA so-no due grossi tamburi che portano allasuperficie costole di rame a, b, c, d, e,J',g , /i, i, guernite di denti da pettine. Questecostole sono fissate a poca distanza 1 ’ unadall’ altra intorno alla superficie dei tam-buri e presentano le punte dei loro pettiniIn raggi divergenti sui loro assi, sostenutida ritti alle cime : BB sono due ruote opuleggie orizzontali che girano sopra assiverticali, conducendo una catena eternaCC in cui sono le mani meccaniche chetengono sospesi ed applicano sulle punte■ fascetti del lino da pettinarsi. Ad uno deicapi dell’ asse di ogni tamburo è fissatauna ruota d’ ingranaggio DD che co-munica con alfre mettendo in moto lamacchina -, ed i tamburi a pettini AA chegirano in senso opposto. I fascetti di linosui quali vuoisi operare sono tenuti sepa-ratamente da pinzette k , sospese insiemecon essi in altrettanti.porta pinzette attac-cati alla catena eterna C. La parte infe-riore «lei lino pende all’ ingiù e può esse-re assoggettata all’ azione dei pettini cilin-rl rici che sono sul tamburo, mentre laparte superiore è ravvolta intorno ad unaspecie di rocchelli e trattenuta da leve amolla che tengono i porta-pinzette. Sono<lciesti ultimi formati di un telaietto forcutomunito alla parte inferiore delle braccia diuncini che ricevono le cime delle pinzettek le «juali allen ano i fascetti del lino. Nel-la parte superiore di ciascun telaietto for-l'uto stendesi un’ asta perpendicolare checulra nelle docce / /, dirimpetto alla ca-

Lixo

lena e fa girare il telaio a certi punti del-1 ’ operazione. AH’ estremità superiore diognuna di queste aste è fissato un piccolobraccio ad angolo retto con la superficiedel telaio forcuto del porta-pinzette, ed amisura che la catena fa avanzar queste, ibracci vengono ad urtare in certi punti adenti stazionàri n n fissati alle guide o sul-le quali scorre la catena C ; queste astefanno allora girare i porta-pinzette, alfin-chè il fascetto di lino presentisi col latoopposto sui denti del pettine.

Se ora suppongasi che tutti i porta-pin-zette attaccati alla catena eterna siensicaricati di fascetti di lino, e che i tamburiA A vengano posti in attività, si vede checomunicheranno un moto di rotazione allapuleggia B facendo avanzare la catena Ce conducendo in tal guisa progressivamentei varii fascetti lungo il tamburo. Ogni fa-scetto di lino condottosi al punto % ghigneprimieramente sulla serie dei grossi petti-ni A A che risaltano sulla superficie incli-nata alla cima conica del tamburo in guisache non si pettina se non se la parte infe-riore di ogni fascetto. A misura che ilporta-pinzette si avanza lungo la catenapassa sopra una parte del tamburo piòprominente e lascia cadere il fascetto piùvicino alla sua metà, sui denti del pettinein fino a che abbia in tal guisa fatto pas-sare su di esso tutta la lunghezza del di-scetto. Con questa pettinatura progressivadai primi fili pendenti fino alla parte «liessi presa nel porta-pinzette, le lunghefibre non vengono lacerate e ne risultaquantità minore di stoppa che col metododi pettinatura ordinaria. Dopo che il fa-scetto venne portato dalla catena mobiledall’ altro lato del primo piano inclinatoall’ estremità conica a, giugno poi sullaparte cilindrica b del tamburo guernitaaneli’ essa di grossi «lenti acuti che pene-trano nel fascetto di lino sospeso e lo pet-tinano d'alto in basso : affinchè però ambi