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suol essere più giovine del suo camerata ilconduttore-macchina. Assicurasi essere mi-rabile la intelligenza con cui si regola que-sto lavoro, uno dei più pesanti senza con-fronto che s’ imponga ai fanciulli e deesiaggiugnere che questi respirano un’ ariamalsana, carica di particelle di lino di con-tinuo staccate e sparpagliate in ogni partedalla rotazione delle macchine. L’invita-tore nella macchina da pettinare non puòavere un solo istante di pausa nel suo la-voro, attesoché i f’ascetti un dopo 1’ altrose gli presentano innanzi per essere invi-tati e svitati, ciò che fa con sorprendenteprontezza. Se non lavora bene guasta quan-to fece il conduttore-macchina, che è persolito di età maggiore e riceve sovente ilcastige-ehe sogliono infliggere gli operai piùforti ai più deboli quando vedonsi da que-sti inceppato il lavoro o scemato il gua-dagno ; è sempre un’ oppressione od unapersecuzione. Wordsworth volle che ilconduttore e l’invitatore nella sua mac-china fossero la stessa persona, meritandosicon ciò elogi non meno come filantropoche quale meccanico.
Il conduttore non può essere per alcunmodo un ozioso ; mediante un certo mec-canismo dee mutar di luogo il fascettoquando è abbastanza pettinato^ed il mo-mento di fare questo cangiamento si annun-zia dal suono di un campanello. Quan-tunque i ragazzi divengano ben prestoassai abili in questo lavoro, tuttavia nelprincipio molti ferisconsi gravemente, don-de risulta un altro vantaggio delle mac-chine di IV ordsworth, nelle quali, come di-cemmo, una combinazione di spazzole, dicardi e ili pettini di scarico levano la stop-pa senza intervento della mano.
Evans introdusse iu Inghilterra un al-tro sistema di pettinatura che fra le variecombinazioni iugegno.se presenta quella dilavorare in casse di legno, evitando 1’ in-conveniente della polvere che si produce
Lino
in gran copia in tutta la serie dei lavoriper la preparazione del lino. Non sarebbedifficile applicare anche agli altri meccani-smi questo miglioramento, levandone leparticelle volatili mediante ventilatori.
Lo stesso Wordsworth modificò in ap-presso il suo meccanismo a quella guisache mostrano le figure 5, 4 e 5 della stes-sa Tav. LVI delle Arti meccaniche , laprima delle quali mostra la macchina in al-zata veduta sul dinanzi, la seconda un’ al-zata laterale, e la terza un’ alzata verticalepresa nel senso della lunghezza e verso lametà della fig. 3. In tutte le figure le stes-se lettere indicano i medesimi oggetti.
a a. Fascetti di lino presi e tenuti frale ganasce b b di una pinzetta riunite nelmodo solito. Queste ganasce, insieme aifascetti che contengono, si collocano suc-cessivamente sul piano inclinato che for-mano le rotaie o guide c c, lungo il qualepossono scorrere essendo spinte innanzisu tutta la lunghezza della macchina dal-le braccia curve o bocciuoli d d. I pet-tini e e sono attaccati sopra traverse semi-cilindriche poste longitudinalmente nellaparte operativa della macchina. Questetraverse sono riunite a doppia serie me-diante coregge eterne di cuoio f J chepassano sopra rotoli motori g g, i qualitengono solchi semi cilindrici in cui s’ an-nicchiauo le traverse delle strisele che por-tano i pettini. Vedesi adunque che quandoi rotoli g g girano traggonsi dietro le co-reggie eterne insieme coi pettini, i dentidei quali penetrano nei fascetti del lino escendono fino alla cima di quelli.
Scorrendo le pinzette insieme ai fasceltidel lino lungo il piano inclinato delle ro-taie c c, si comprende che da principionon viene assoggettata all’ azione dei pet-tini se nou che la cima di questi làscettisoltanto ; ma, a misura che le pinzetteavanzano scendendo sul piano, gli aghi opunte dei pettini penetrano all’ interno dei