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guisa da risparmiare le enormi spese dellecorrenti d’ acqua, dei vasti edilìzi, dellemacchine idrauliche, delle macchine a va-pore e simili, e per filare il lino, la canapae la lana con sì poca spesa che vi possanosottostare anche i più piccoli manifattori.
I principii dietro i quali è costruito sonocosì semplici che anche i fanciulli possonofarlo agire senza bisogno di lunga pratica,ed occupa così poco spazio che si puòstabilire in locali angusti e non molto co-stosi. Per ottenere questo scopo convenivaliberarsi dalla leva in bilico posta al disopra del fuso ed adoperata nell’ anticomeccanismo per filare la canapa ed il lino,la quale richiedeva una forza nella pro-porzione di 5 ad uno. Bisognava inoltresuperare la difficoltà prodotta dalla man-canza di elasticità di queste sostanze. Ri-parossi a questo ultimo difetto in tale mec-canismo con varii mezzi che indicheremoin appresso, coi quali il carretto torna asuo luogo senza 1’ aiuto di quello che faagire la macchina ; la traversa distribuisceil filo sui rocchelli e stende il lavoro sullamacchina. Il mezzo più semplice di com-pensare la mancanza di elasticità e che pertal fine si raccomanda è quello di avere unsostegno composto di fili di ferro grossiper tutti i fusi i quali sono fissati sopraun asse che stendesi da un capo all’ altrodella tavola. Quest’ asse coi sostegni puòriguardarsi come un perfezionamento dèicosì detto contrappeso nelle macchineo mull-jcnny che si adoperano per fi-lare il cotone ; se lo vede disegnato aparte nella fig. 6. In essa A rappresenta1 asse e B B sono i sostegni fissativi sopracoi loro oocliii elittici, in ciascuno dei qualipassa un filo. B è il fuso che può esserlungo da 25 a 55 centimetri, e C un pic-colo imbuto in cui scorre una striscia cheaiene dal cilindro II. D è un pezzo dilegno convesso posto sul fuso sul qualepoggia la parte concava del rocchetto E.
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F un pezzo di cuoio o di metallo assicu-rato sulla spranga J con un foro in cuipassa il fuso e dal quale è tenuto saldo.G filo di ferro curvato ad angolo retto efissato alla spranga J in guisa da potersiavvicinare - od allontanare della girella C.L’ altro capo dell’ uncino B impedisce alfuso che esca dalla sua strada II che è unavite di ottone o di altro metallo che passanella spranga K. Il filo di ferro onde èfatto il sostegno, dopo aver formato 1’ oc-chio dittico, stendesi al di là della partesuperiore in c, acciò il filo possa facil-mente scorrere al di fuori quando occor-re ; questi sostegni servono a tenere i filiin posizione quasi verticale sulle cime deifusi quando il carretto che li contienegiugno nella macchina, ed a permetter lorodi abbandonare questa situazione quandoil carretto comincia a retrocedere, pren-dendo poco a poco una posizione quasiorizzontale, in guisa che il filo dalle cimedei rocchelli è condotto sui fusi. Essendoallora i fili curvati e poscia rialzati dallaruota V e dal suo rotolo cilindrico cheagisce sul piano \V ed X (fig. 5) i fili di-stribuiti sui rocchelli non possono mescersinè attortigliarsi.
I pezzi di legno posti sui fusi ed indi-cati in d nella fig. 4 sono convessi, e laparte inferiore dei rocchelli è concava af-finchè questi sieno tenuti bene in centro.La concavità dei rocchelli oltrepassandola convessità dei pezzi di legno sul con-torno fa che premano contro di quelli edassicura che i rocchelli girino insieme coifusi. Quantunque siensi preferite questesuperficie convesse e concave si vede chealtre avrebbero lo stesso effetto purchépoggiassero sulle estremità dei legni chetengono i fusi ed insieme su quelle deirocchelli , il che facilmente si ottiene.L’ apertura del rocchelto si fa alquantopiù larga del fuso perchè giri più libera-mente intorno ad esso ad ogni ritorno del