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giulebbe, e cinque boccali d’ acqua, simesce ogni cosa insieme ; e quando il tuttoè ben unito si feltra e si conserva.
Altra preparazione. Si prendono duelibbre di bacche di ginepro e quattro oncedi steli di angelica, si gettano queste so-stanze in un recipiente adattato con seipinte d’ acqua, si espone il vaso al fuoco,si porta il calore ai yo gradi circa; si ritiradal fuoco, si lascia raffreddare, si cola illiquore, e si lasciano bene gocciolare lesostanze solide. Si chiariscano diciannovelibbre di zucchero, si ritira il vaso dalfuoco, e vi si gettano le menzionate sostan-ze. E da avvertirsi che lo sciroppo deb-b’essere cotto a piccolo giulebbe, e che sene debbono avere in conseguenza dodicipinte : dopo ventiquattro ore si rimette ilvaso al fuoco, si riscalda come sopra ; siripete per tre volte questa operazione, silascia raffreddare : si mesce il liquore connove pinte di buona acquavite, si agita ilmiscuglio in maniera da non ischiacciarnele frutta, si versa il tutto in grandi botti-glie, si lascia in riposo per quattro giorni,poi si cola il liquore attraverso di unostaccio, indi si chiarifica come all’ ordina-no e si conserva.
Questo preparato ha piuttosto lo qua-lità di un vino che di un rosolio, ed infatto è da Dubuisson distinto col nome diratafià.
Rosolio di lima. Si prendono due otre bergamotti, ventidue o ventiquattrolime le cui scorze sieno totalmente gialle,ed il succo non molto agro, se ne leva lapellicola in piccole liste che si gettano inun piatto di terraglia, ed allorché la metàdi queste frutta è spogliata della pellicola,si gettano le scorze in una cucurbita : quin-di vi si versano nove pinte di spirito divino rettificato ; si espone al bagno-maria,si copre col cappello cieco, vi si man-tiene la temperatura di yo gradi circa, perdodici ore al giorno, e così per tre giorni,
e ciascuna volta che il liquore >i è raf-freddato, si agita fortemente con una bac-chetta. Dopo ventiquattro ore di ripososi cola il liquore attraverso uno staccio,e ponesi in serbo la tintura che ne risulta;si gettano le scorze rimaste in una cucur-bita con sei pinte d’ acqua, si riscalda dinuovo fino ai 5o gradi, si lascia raffreddareed in riposo per a 4 ore ; poi si smontal’apparecchio, si cola come sopra, e si uni-sce questa tintura a quella posta io serbo ;si agita il vaso, si lascia in macerazioneper quindici giorni, a fine che 1’ acqua sicarichi di tutte le parti solubili ; quindi sipassa alla distillazione, come si è già pre-scritto pegli altri. Per la composizione delliquore si fanno chiarificare diciannove lib-bre di zucchero, secondo il metodo giàindicato, e quando la schiuma che ne saleè diventata bianca e lo sciroppo è cot-to al giulebbe, si ritira il vaso dal fuo-co, si spreme e si feltra il succo di dodicilime, che si sceglieranno fra quelle che sisono spogliate dalla scorza, lo si versa nellosciroppo e si agita diligentemente ; si ag-giunge in seguito la tintura aromatica, siagita di nuovo e si versa la mescolanza inun vaso adattato, si lascia in riposo, sichiarifica con un bianco d’ uovo, ed, allor-ché il liquore si è fatto del tutto limpido,si decanta con un sifone, si passa il depo-sito attraverso la calza di feltro, si uni-scono i liquori e si conservano.
Altra preparazione. Si prende la quan-tità di frutta sopra prescritta, si versanootto pinte di spirito di vino rettificato inun vaso di terraglia ; si asciugano legger-mente le frutta con un ponnolino sottile ;se ne leva la pellicola gialla, come al soli-to, e quando se ne sono spogliale cinque osei frutta, se ne spremono all’ordinario lescorze nello spirito di vino, e si tuffanoagitandole in esso ; quindi si gettano inuna terrina, che si avrà a canto : ciò fattosi versa lo stesso spirilo di vino sulle scoi-