Liquori
rato in un limbicco munito del refrigerato-rio, e si distilla a bagno-maria ; e tostoche se ne saranno ottenute sei pinte, sicessa dal distillare ; s’ assaggia, e se si co-nosce non essere sufficientemente caricadell’ aroma de’ menzionati fiori se ne ag-giungono alcune altre once all’ edotto e sidistilla di nuovo fino a qualche residuo ;e si mette in serbo l’ottenuto. Si prendonotre once di capelvenere, si l'anno bollirecon sei pinte d’ acqua, e dopo la p,rimabollitura, se l’acqua ne sembra sufficiente-mente carica, la si ritira dal fuoco, con l’av-vertenza che non acquisti un colore bruno,dovendo avere una tinta ambrata carica ; siritira la tintura dal fuoco e si passa percalza. Si prendono in seguito dieci lib-bre di zucchero, si gettano nella tintura dicapelvenere, e si espongono al fuoco ; nelmentre che il liquido si riscalda si prendo-no quattro bianchi d’uovo per chiarificarlo;ed a tale oggetto si mette in un vaso di ma-iolica o di terraglia ; vi si aggiunge unbicchiere d’ acqua e si agita ben bene conuna specie di granatino, fino a che iltutto si riduca in ischiuma. Allorché lozucchero avrà sostenuto la prima bollitura,si versa in esso la metà dei bianchi d’uovoche si sono preparati, e si agita diligente-mente ogni cosa ; alla seconda bollitura visi versa il restante de’ bianchi d’ uovo ; silascia che sostenga un’ altra bollitura, indise ne levano con la scumaruola tutte lesozzure che si saranno innalzate, e lo zuc-chero ne resterà perfettamente chiarificato.Allorché avrà esso acquistato la consisten-za di sciroppo, si ritira il vaso dal fuoco,si passa lo sciroppo attraverso uno stacciodi seta, e si lascia raffreddare ; ciò fatto visi mescolano sette pinte della tintura alco-lica, e se il liquore sembra troppo forte,vi si aggiunge ancora un po’ dello scirop-po ; indi si conserva, non essendo neeessa-lio di feltrarlo. i
Rosolio ratafià d'aranci. Si prendo-ji
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no ventidue o ventiquattro aranci, levasiloro la pellicola e si pongono in serbogli aranci così spogliati ; si versano ottopinte di spirito di vino in un vaso adatta-to, si prendono le pellicole raccoltesi, e1’ una dopo 1’ altra si schiacciano, tenen-dole ben ferme fra il pollice e l’indice,per farne uscire 1’ olio aromatico che sifarà combinare con 1’ alcole, indi vi siaggiungono anche le pellicole stesse, e silasciano in infusione per più ore ; quindicolasi attraverso uno staccio, e se ne versail liquore in una bottiglia che si tiene benchiusa, si gettano le scorze restate sullostaccio in una cucurbita, unitamente aquattro pinte d’acqua, si espone al bagno-maria, e si distilla mantenendovi la tem-peratura di 70 in 80 gradi, avendo 1’ av-vertenza di diminuire il calore quando1’ operazione si avvicinerà al termine, equando si saranno ottenuti due terzi opoco più del liquore, smontasi l’apparec-chio, si unisce 1’ edotto alla tintura postain serbo, e si getta ciò che è restatonella cucurbita ; si fanno chiarificare di-ciannove libbre di zucchero nel modo giànoto ; ed allorché sarà cotto alla granperla, lo si ritira dal fuoco, e nel mentreche lo sciroppo si raffredda, si bagna unpannolino fino, che si torcerà fortementenell’ acqua ; lo si stende sopra una terrinac lo si assicura all’ intorno con una fu-nicella, si prendono gli aranci posti inserbo, indi si tagliano trasversalmente nelmezzo e vi si spremono sopra in modoche ne esca tutto il succo, avendo 1’ av-vertenza di raccogliere in disparte i semiili mano in mano che ne escono ; quan-do tutto il succo sarà colato dalla sal-vietta nel vaso, si leva, si mesce e siagita fortemente con lo sciroppo ; vi siaggiunge in seguito la tintura aromatica,si agita di nuovo e si versa il miscuglioin grandi bottiglie di vetro, si lascia inriposo, si chiarifica e si decanta il liquo-