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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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Lisi

La lira degli antichi era ben conosciutain Italia avanti il secolo XIII. Dante lachiama la dolce lira, ed i suoi commentatorinotano che la lira era uno strumento mu-sicale di corde, che si suonava toccandosi lecorde con una penna o con la mano. Li-ressa dicevasi da noi una lira cattiva, co-me ìiuiessa un liuto non buono, donde puòforse dedursi che da’ nostri antichi la lirariguardata fosse come una specie di liuto.

L’ ettacordo, o la lira con sette corde,la cui invenzione viene attribuita a Ter-pandro di Lesbo, è stata quella più fre-quentemente adoperata dagli antichi, don-de viene che tuttora si piglia la lira di ycorde di sette tnorii come la lira in generale.

Le lire de’ Bardi, antichi poeti galli opiuttosto Gallo-Celti o Germani , avevanoqualche rassomiglianza colle mandorle,strumenti di musica che non sono più inmolto uso ai giorni nostri.

I Greci moderni hanno uno strumento,cui danno il nome di lira, che è forma-to di tre corde di minugia sostenute moltoalte sopra una grossa cassa di legno me-diante un cavalletto, e che suonasi con1’ arco come la viola.

Desci ivesi altresì col nome di lira tede-sca un altro strumento, il quale però sem-bra non essere altro che la Ghironda (V.questa parola.)

(Dii. delle Origini — G.**M.)

LISA. I fabbricatori del cacio indicanocon questo nome le forme di esso chehanno un certo particolare difetto, il qua-le si conosce dal suono cupo che manda-no le forme e dal poco loro peso inconfronto al volume. Dipende dal cattivonutrimento della mandra o dall’avere trop-po digrassato il latte e lasciato troppomaturare il coagulo ; vi si rimedia tenendoil cacio al fresco in luogo non troppoasciutto, tagliandolo se si vede che con-tinui a scemare di peso.

(Francesco Gera.)

Lisciva 3^5

LISCA. Degli usi che far si possono diquesto residuo della maciullatura e scoto-latura della Canapa e del Lino si è parla-to nel primo di questi articoli come purea quello Macerazione.

(G.**M.)

Lisca. Quelle piccole spine che trovansiin certi pesci come tanti ossicini acuti eflessibili.

(Alberti.)

LISCIA V. Lisciva .

Liscia. Chiamano gli architetti quellasoglia che riesce al piano del mattonato.

(Alberti.)

LISCIARE. Stropicciare una cosa perfarla polita, bella e morbida.

(Alberti.)

Lisciare. Parlando della polvere, in-tendesi un’operazione diretta a render piùliscia la superficie dei granellini, e dimi-nuirne la porosità. Non suolsi praticareche per la polvere da caccia. ( V. Pol-vere. )

(G."M.)

LISCIO. Oltre a quanto si disse a que-sta parola medesima nel Dizionario , vedan-si in questo Supplimento gli articoli Bel-letto e Cosmetico.

(G.**>I.)

Liscio (Oro od argento). Lama di que-sti metalli con cui si ricama o si tessonodrappi.

(Alberti.)

LISCIVA. Quanto avevasi a dire sutale argomento venne esaurito, oltreché aquesto articolo nel Dizionario , in quellivarii Bucato , Imbianchimento, Lavandaiae Lavatura, parlato essendosi poi in altriarticoli particolari di que’ metodi specialidi liscivazione, onde alcune arti si giovano.Ricorderemo qui specialmente quanto di-cemmo in quegli articoli ed a quello Ce-nere particolarmente sui vantaggi che pos-sono recare le acque di lisciva che ser-virono allo snettamento dei pannilini, e