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Tomo XXXII. [Supplimento.]
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Litasthac»

dezza al tatto, può servire a distinguerladal ferro carburato o piombaggine, il cuisegno è lucente ed untuoso al tatto. Lacontestura dell’ antracite, ora foliacea, oracompatta, ora granulare, è troppo variabileper potersi tenere sufficiente come carat-tere. Il suo peso specifico di i, 8, è infe-riore a quello del carburo di ferro nellaproporzione di g a 14, e superiore alpeso specifico del carbon fossile in quelladi g a 7.

Questo minerale è assolutamente opa-co ; lascia passar facilmente la scintilla elet-trica ; brucia con difficoltà, e nella suacombustione, in qualunque modo si operi,con l’acido nitrico od altro, si ottiene sem-pre quasi un solo prodotto, che è l’acidocarbonico. E adunque un semplice combu-stibile, come lo zollo ed il diamante, e per-ciò è stato collocato in quest’ ordine. Ilcorpo essenziale della sua composizione èil carbonio, misto, o forse combinato oracon la silice, e col ferro, ora con l’allumi-na e con la silice, in proporzioni diversis-sime secondo i saggi analizzati. E notoche queste differenze considerabili nelleparti componenti, si osservano nell’analisidi quasi tutti i corpi cristallizzati.

Tali sono i caratteri e la natura del-1’ antracite, le varietà della quale fin quipoco numerose, sono però difficili a carat-terizzarsi esattamente : si può distinguere:

L’ antracite friabile, in massa, a conte-stura granulare e non foliacea, che tinge

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assai le dita, e facilmente si sgrana. Diquesta varietà se ne trova all’Elba.

L’ antracite scagliosa, divisibile in lar-ghe scaglie solide, la cui superficie è ine-guale, ondulata e rilucente, e tinge ladita molto meno della precedente. Bron-gniart ha trovate queste due varietà neiborghi di Arrache e di Macot, nei con-torni di Pesey, dipartimento del Monte-Bianco.

L’antracite fogliacea, di Ilauy, divisibi-le in isfoglie, la cui superficie è ineguale,é un poco ondulata.

L’ antracite globulosa, di Haùy , nellacalce carbonata cristallizzata, a Konisbergain Norvegia .

L’ antracite pura assoggettata alla di-stillazione non dà che pochissime sostanzevolatili combustibili, e spesso anche soloacido carbonico ed un leggero residuo diceneri, differisce quindi dal carbon fossilepel contenere poco o nulla di sostanze bi-tuminose e volatili.

Quantunque questa mancanza quasi to-tale di bitume e di gas inducesse a credere1’ antracite un combustibile particolare, ilquale non avesse altra relazione col carbonfossile se non che di contenere lo stessoelemento principale, tuttavia sembra amolti vedere nel confronto dell’ analisidelle due sostanze iodizii di un passaggiodall’ una all’ altra. Riporteremo questaanalisi, per meglio valutare gli argomentiche su di esse si appoggiano.