58o Litantrace
In Piemonte alle falde del piccoloS. Bernardo, nel dipartimento dell’ Isèrotrovasi in cogolo od in ammasso, in mezzoad una puddinga composta di rocce pri-mitive, e senz’ alcun vestigio di corpi or-ganizzati.
Se ne cita pure a Musy, presso la Claylenell’ antico Charolois ; a S. Sinforianod’ Alais ; ai Diablerets nel Vallese , e neicontorni di Boston .
Ramond, nel suo Viaggio al MontePerduto, nei Pirenei , ha fatto conoscereuna varietà interessante d’antracite che hatrovata nel fondo della valle di Ileas, pia-no di Troumose, in mezzo ad una rocciaschistosa e micacea, ove è depositala invene. Questa varietà contiene solamentedel carbonio misto con un poca di silicee d’ allumina, nè vi si vede ferro, lo chedistingue compiutamente 1’ antracite dalcarburo di ferro.
Fleurian di Bellevue ha trovala 1’ an-tracite cristallizzata in lamine esaedre, re-golari, sopra una roccia granitiforme cheincontrasi in mucchi isolati sugli ammassidi ciottoli di Sardam in Olanda . Si sup-pone che questi mucchi si partano di Nor-vegia . Quest’ antracite, secondo 1’ analisidi VatKjuelin, era soltanto composta dicarbonio, di silice e d’allumina.
La sostanza chiamata Kohlenblcnde daimineralogisti tedeschi, sembra essere la stes-sa della nostra antracite ; non ostante nedifferisce per alcuni caratteri, come ha os-servato Brochant ; è grigia, più turchinic-cia, pare che tinga meno, e sia più teneradell’antracite. Si trova nei contorni diSchemnitz in un filone, nel paese diVaud, a Konigsberga, in Norvegia , mistacoll’ argento nativo ; a Lischwitz pressoGera in Sassonia , in istrati in una monta-gna di schisto argilloso (Thonschiefcr).
Roèmer, che ha riconosciuta questasostanza per antracite purissima, ha egual-mente osservato, eh’ era eollizata fra due
Litantrace
strati di schisto argilloso, pieno d’impron-te di vegetali.
Per molto tempo ri^uardossi l’antracitecome incombustibile, e molti la ritengonoquasi tale tuttora, sicché, come vedemmo,viene distinta con questa aggiunta talvoltadai minatori : è questo per altro un erroreproveniente dalla molta difficoltà che pre-senta la sua combustione ; ma da qualchetempo molti saggi si fecero nell’ America ,in Francia e nell’ Inghilterra per usare1’ antracite nei focolari delle officine ed inquelli delle macchine a vapore stabili omobili.
L’ America fu la prima ad applicarequesto combustibile sulle barche a vaporee ne ebbe cosi incoraggiante successo checercossi tosto di volgere 1’ antracite ad al-tre utili applicazioni, ed altresì a bruciarsinei focolari domestici invece del carbonfossile. In Francia scavansi con grandevantaggio parecchie cave di antracite e siva di continuo conoscendo la fallacia del-1’ opinione che si aveva, credendosi nonpotere 1’ antracite bruciare che in grandimasse, nè tornar quindi utile se non chein quelle operazioni che esiggono una mol-to elevata temperatura. Anche nell’ In-ghilterra cercasi con molta attività di uti-lizzare 1’ antracite, e sembra che da lungotempo i magnani di Pembroli, contea delpaese di Galles , sappiano adoperare que-sto combustibile nelle loro officine.il buonesito ottenuto da Crane nelle officine diYaiscedwyn, vicino a Swansea per appli_care 1’ antracite alle operazioni degli alt;fornelli, produsse nella parte meridionaledello stesso paese di Galles , la formazionedi una società che ha per iscopo di mo-strare i vantaggi di questa sostanza in molticasi in cui erasi trascurata finora. All’ ar-ticolo Combustibile di questo Supplemen-to ( T. V, pag. 2 gy ), riferite abbiamo leistruzioni date da Olmsted sul modo piùconveniente di bruciare l’antracite; faremo