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quello, ottiensi lo stesso risultamento,cioè, un aumento della facoltà vaporiz-zatrice e di più un altro effetto interes-santissimo, la soppressione totale del fumo.E in ciò che consiste il mezzo recentemen-te privilegiato di Ivison, e Fyfe dichiarache le molte occasioni avute di esperimen-tarlo ed i bei risultamenli che ne ottenne,gli fecero credere assai utile di darne contoal pubblico.
Il molto tempo impiegato in questeesperienze le rende di maggior valore, per-chè danno le risultanze di prove fatte ingrande, e l’attenzione minuziosa e continuaimpiegatavi fa che si meritino la maggio-re fiducia. Quantunque sia stato testi-monio di grandissimo numero di prove,egli volle limitare tutte le sue osservazio-ni a quelle fattesi sotto la immediata suaosservazione, cui assistè per tutta la dura-ta, facendo pesare il combustibile sottoai suoi propri occhii e misurando egli stes-so la quantità di acqua somministrata allacaldaia, ad oggetto di essere più sicurodella esattezza dei risultamenti.
La caldaia, che era cilindrica, aveva unaforma ovoide ai due capi,era lunga 5"',4 83 ,del diametro di 1 "',066 e cinta dai canalidel fumo. Trovavasi collocata sotto unatettoia aperta, con o m ,625 della parte su-periore della superficie convessa, espostaall’ aria per una lunghezza di 5 m , 55 o. Iltubo che conduceva il vapore alla macchi-na aveva il diametro di o m ,o 655 ed eracinto da un solo giro di corda. Il fornelloera costruito nel modo solito, la grata es-sendo larga 1 m ,60 e della stessa lunghez-za. Un rubinetto a due fori stabiliva I’ al-tezza dell’ acqua nella caldaia, la distanzafra le cime dei due tubi, essendo di 75millimetri. L’ acqua d’ alimentazione dellacaldaia attingevasi in una vasca in cui pas-sava il vapore perduto della macchina, chene portava la temperatura a 45 ° centigradi,« talvolta ancora ad So° ; introducevasi
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nella caldaia, come al solito, mediante unatromba mossa dalla macchina. In generaledistribuivasi il carbon fossile sul focolaread intervalli regolari, e per assicurarsi del-la quantità consumata realmente, riduce-vasi il fuoco nello stesso stato al principioed al fine della esperienza.
L’ apparato a vapore per consumare ilfumo consisteva in un tubo del diametrointerno di o m ,oi2 che partiva dalla partesuperiore della caldaia ed entrava nell’ in-terno del fornello, dove era terminato daun distributore a ventaglio che slancia-va questo vapore nella parte superioredel fornello occupata dalla fiamma e daiprodotti gassosi della combustione, perconseguenza al di sopra del combustibile.Facendo uso di questo distributore delvapore ammettevasi 1’ aria per la porta oper qualsiasi altro mezzo, in maniera peraltro da condurla vicino al distributore.Nelle esperienze fatte dal Fyfe entravaper aperture fatte nella porta, o per laporta stessa lasciata socchiusa. Un rubi-netto adattato sul tubo che va al distribu-tore serviva a regolare 1’ affluenza del va-pore, la cui quantità necessaria determi-navasi dall’effetto che produceva sul fumo.
Quando si introduce il vapore in talguisa, la parte del fornello occupata dallafiamma e dai prodotti gassosi della com-bustione, la quale è sovente resa oscuradal fumo che deriva da una parte deglielementi volatili infiammabili non consu-mati, presenta sull’ istante una diversa ap-parenza. Il fumo scompare, la fiammadiviene più brillante ed il calore sembraessere più intenso. In pari tempo se sfug-ge ancora alla cima del camino alcunpoco di fumo, questo prontamente dile-guasi, ed il momento che ciò avviene di-pende dall’ altezza di questo camino edalla forza della corrente ; ma dal momen-to in cui si comincia a slanciare il vapo-re più non si vede che pochissimo o nulla