Lece
oni'ie esso è formato, ed altre interes-santi sue proprietà. Se a questa specie dianalisi della luce vogliasi aggiugnere lasintesi, a dimostrazione maggiore dellaverità dell’ asserto, ciò si può far facil-mente, riconducendo i raggi nella stessa di-rezione col farli passare all’ uscire del pri-sma attraverso di un altro prisma dellastessa sostanza del primo, e che abbia lostesso angolo rifrangente, ma collocato insenso inverso, come si vede nella fig. 8della Tav. XIX delle Arti fisiche , e co-me si è dimostrato all’ articolo Leste diquesto Supplemento (Tom. XVII, pagi-na 357 ). Questa esperienza mostra evi-dentemente non esservi nel prisma alcunaforza particolare per decomporre la lucebianca, o per ricomporla ; ma la separa-zione dei colori semplici o la loro riunio-ne farsi da sè per l’inuguale rifrangibilitàdei vari raggi. Per opporre due prismiche abbiano esattamente lo stesso angolosi può far uso eziandio di una cassettarettangolare di vetro separata in due com-partimenti prismatici da un tramezzo diago-nale pure di vetro. Quando mettesi dell’a-cqua in un solo compartimento, il làscioemergente forma uno spettro colorato ; mariprende la direzione e la bianchezza diprima, allorché riempiesi di acqua anche1 ’ altro compartimento. Non occorre peròneppure che tutti i colori semplici sieno,come nella precedente esperienza, ricon-dotti nella stessa direzione per formare ilbianco, potendo questo risultare del paridalla somma di essi tutti. Cosi se si ricevelo spettro di un prisma sopra un grandespecchio concavo, la imagine che si for-merà nel fuoco' di esso, che risulta dal-l’unione di questi varii colori, sarà bianca;lo stesso edòtto avrà luogo se si farà ca-dere lo spettro sopra una lente che facciaconvergere i raggi. Prendendo sette vetriciascuno dei quali non lasciasse passareche uno dei colori onde lo spettro cpm-Suppl. Dii, Tccn. T. XIX.
Luce rag
ponesi, e variando la grossezza o la traspa-renza di questi vetri per guisa che ciascu-no lasciasse passare tanta proporzione diluce del suo colore quanta ve ne ha nellospettro prismatico, avrebbesi certamenteuna imagine bianca là dove tutti questicolori si unissero.
Finalmente avvi un altro mezzo di mo-strar questo fatto, approfittando della cir-costanza che l’impressione che un coloreproduce sull’ occhio non è istantanea, madura per un certo tempo ; facendo quindipassare rapidamente questi colori con l’or-dine e nella proporzione con cui sonodisposti nello spettro prodotto dal prisma,sicché l’impressione del secondo, del ter-zo, del quarto, del quinto, del sesto e delsettimo giungano tutte all’ occhio innanziche sia cessata quella del primo, è natura-le che queste impressioni vi si devonosommare e fondere in una sola, dalla qua-le ne risulta il bianco. Si fa questa espe-rienza prendendo un circolo diviso insette segmenti, uno dei quali di 40 graditinto di rosso ; un altro di 27°in arancio;uno di 4 8° in giallo ; uno di Co 0 in ver-de ; uno di 6o° in indaco ; uno di 4o° inazzurro : finalmente uno di 8o° in violet-to, scegliendo possibilmente i colori piùvivaci che si possano trovare, e somigliantiquanto è possibile a quelli che si vedenello spettro prismatico. Facendo girarequesto disco con assai grande rapidità in-perniato sul centro, e mosso mediante uningranaggio o con una corda eterna chevada da una puleggia più grande ad unapiù piccola, tutti i colori svaniscono, ed ildisco appare bianco. Se vi si fanno due opiù circoli concentrici neri o di altro co-lore si vedono questi del pari per quantoil disco giri rapidamente. Per meglio farcomprendere questo effetto ricorderemo1’ esperienza notissima del carbone accesoche quando girasi con gronde rapidità pre-senta F aspetto di un circolo luminoso*7