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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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Macchila

da riprodursi fa cadere sull’ altra faccia diessa la scintilla di una macchina elettricaoppure la mette direttamente a contattocon la macchina facendo fare al disco diquesta un numero di giri che varia secondola facoltà isolante della resina ; finalmente,dopo aver posto uno dei conduttori delcondensatore in comunicazione con 1’ ar-matura esterna di una boccia di Leida ,scarica 1’ armatura interna sull’ altra ; l’in-tensità della scarica dee variare secondo lagrossezza della piastra isolante, e la suaconducibilità o a dir meglio, secondo lasua facoltà di induzione. La scintilla balzasempre fra le due armature, locchè sembraindicare non esservi trasmissione di elet-trico attraverso lo strato isolante.

Se la medaglia da riprodursi è di so-stanza isolante ella stessa, come, per esem-pio, di vetro, vai meglio porla direttamen-te a contatto con la macchina. Masson diceaver ottenuto così assai belle imagini daimpronte di vetro.

Elettrizzata in uno degli anzidetti modila piastra, per farvi comparire la imagineconviene spargervi una polvere tenuissimacon un piccolo mantice, come per le figu-re di Leichtemberg. Masson adoperò ilminio , ma crede che si potrebbe riu-scire del pari con qualsiasi altra polvere,come la silice, il licopodio e simili. Osser-vansi allora i fatti seguenti : se la medagliariceve la elettricità positiva i punti dellostrato isolante che erano di contro alleparti rilevate di essa si coprono di polve-re ; l’autore chiama questa imagine posi-tiva ,• quando, all’ opposto, la medaglia ri-ceve la elettricità negativa i punti di controalle parti rilevate restano netti. L’ effettopuò tuttavia esser inverso secondo la na-tura dello strato isolante e la sua grossez-za. Riscaldando leggermente la piastra me-tallica su cui era la resina, le imagini pro-dotte dalla elettricità rimangono fissate.

Provò lo stesso Masson ad ottenere

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imagini elettriche sopra piastre di Daguer-re preparate : una medaglia posta sopra diuna di esse venne assoggettata per un mi-nuto all’ azione del polo di una pila sec-ca. Il mercurio fece apparire l’imagineche il Masson presentò all 1 Accademia del-le scienze di Francia . Osserva però cheripetè più volte questa esperienza conesito diverso, essendo giunto ad ottenerele stesse imagini anche senza la pila secca,lasciando la medaglia più a lungo sullapiastra. La sensibilità dello strato dell’ io-dio, la differenza di temperatura fra lapiastra e la medaglia, hanno tale influen-za, che per venire a qualche conclusionediffinitiva, converrebbe operare in circo-tanze precisamente identiche con la elet-tricità e senza. Masson espose al sole pia-stre iodurate sulle quali aveva poste dellemedaglie, fino a che lo strato di iodiofosse nero. Alcune erano elettrizzate conuna pila secca, altre non eransi elettrizza-te ; le prime diedero imagini positive, leseconde imagini negative.

G. Karsten vedendo la- grande analogiadelle figure roriche del Riess con le ima-gini del Moser, venne in pensiero di otte-nerne a quel modo con la elettricità. Atal effetto pose egli una moneta sopraun pezzo di vetro da specchi che poggiavasopra una piastra di metallo, e fece giu-gnere sulla moneta col conduttore di unamacchina elettrica scintille che portavansiin pari tempo sulla piastra di metallo ;dopo cento giri della macchina, il cui di-sco aveva il diametro di 20 pollici, levòla moneta : la piastra di vetro sembravanon essere menomamente alterata, puredandovi l’alito videsi apparire l’imaginedella moneta esattissima. La figura divie-ne tanto più bella quanto più spesso siscarica spontaneamente la specie di boc-cia di Leida formata dalla unione dellamedaglia e della piastra metallica. Questofatto sembra indicare che per avere figure