Macchile
litio a<l innalzar l’acqua delle miniere c dialtri luoghi profondi, adoperando la forzadell'aria condensata e chiusa in un cilindro,ove la pressione, per l’azione di uno stan-tuffi), variava da 6 a 12 chilogrammi alcentimetro quadrato. Questa invenzionefu assoggettata all’esame di minatori moltoesperti che la approvarono. L’ inventorevi fece in appresso alcuni perfezionamenti,'ma cessò da quelle esperienze in seguiload una scoperta da lui (iuta molto più In-teressante per la pratica e che lo condussea stabilire un apparalo di esaurimenti) cheè la semplicità stessa. Riassume nel. mo-do seguente i vantaggi del suo nuovo tro-vato.
i.° Non vi si adoperano trombe nè astedi stantuffi ;
2. 0 Non vi è che una sola presti diacqua qualunque sia la profondità dellaminiera ;
3 .° Non vi è bisogno per conseguenzadi valvole nè di animelle ;
4-° I tubi in cui sale 1’ acqua si fannoe si mettono in opera con poca spesa :sono di lastra di zinco saldata e riunitiinsieme pure con saldature, risparmiandosicosì le girelle e le viti di unione ;
5 . ° Questi tubi di zinco essendo assaipiù leggeri abbisognano di sostegni assaimeno forti e massicci degli apparati attuali ;
6. ° Il logorio in confronto è pressochénullo ;
7. 0 Vi si adopera una macchina a va-pore a doppio effetto invece che a sempli-ce; e questa più piccola e di minor forza,nè occorre, come negli apparati ordinarli,di stabilirla sull’ apertura del pozzo. Al-F opposto una di queste macchine puòbenissimo servire per due o tre pozzi sca-vati a non- piccole distanze F uno dal-F altro ;
8.° Avvi un'enorme economia sul con-sumo del combustibile come pure sul sevo,le guarniture di canapa, il cuoio delle yal-
Macciiijf. /, 0 5
vule ed animelle, e per conseguenza altresìsul lavoro.
g.° Si ottiene senza spesa la ventilazio-ne delle miniere.
i.o° Adottando il nuovo piano ed ab-bandonando gli antichi apparali la venditadei vecchi materiali di essi, sarà più che suf-cienlo a pagare lo speso del nuovo apparato.
Ecco dietro qual sorio di ragionamentiveuue Adcock condotto a scoprire F appa-ralo ili cui si parla.
Nella sua prima invenzione egli aveva,come negli apparali attuali, una grandequantità di valvulo o di animelle; ma 1 idet-tendo a quanti guasti e bisogni di rialla-rneuto vailouo ad ogni istante soggette que-ste parti del meccanismo, diedesi ad esa-minare se fosso possibile lare a meno diesse per attignere F acqua dalle miniereed altri luoghi profondi. Pensò dapprimacjie gli sarebbe impossibile di ottenere l’ef-lètlo desiderato innalzando l’acqua in unasola massa sotto forma compatta, comenelle tromlie comuni, poiché in una mi-niera di 3 oo metri la colonna di acquaavendo questa medesima altezza, ne ver-rebbe che la pressione sopra ciascun cen-timetro quadralo di superficie del fon-do sarebbe di 3 o chilogrammi, sapendosinella .pratica come sia poco prudente diassoggettare i tubi a così falla pressione.Per evitare questo ostacolo convenivaadunque levar l’acqua dal fondo delle mi-niere in istato di divisione e perciò in for-ma di vapore o di pioggia. Seguendo que-sti ragionamenti venne a indagare per qualmotivo F acqua della pioggia, che cade dauna grande altezza sotto F influenza dellagravità, non acquisti una forza viva alta adistruggere tutto quello che incontra sullasuperficie della terra, e riconobbe comequesto effetto si dovesse alla resistenza dei-fi aria che rendeva presso a poco uniformela velocità con cui scendono le goccioledi pioggia sul suolo. Fece allora alcune