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di 5oo metri, una larghezza di più cheioo, e del quale non si conosce la pro-fondità.
Nell’ America le Ande Cordigliere rac-chiudono filoni di notabile potenza la qua-le ne costituisce la vera ricchezza, ben piùche i minerali di argento aurifero che vi sitrovano sparsi, i quali danno presso a pocolo stesso reddito che quelli d’ Europa . Leminiere del Messico e del Perù sono po-ste 4°oo metri al disotto del livello delmare in paesi sprovveduti di legna, lo cheinceppa di molto la produzione, malgradociò tale si è 1’ abbondanza del minerale chequeste miniere dopo un istante di deca-denza evidente sembrano avere acquistatonuovo sviluppo. I particolari dati su questeminiere da Humboldt le fece conoscere al-trettanto se non più che quelle dei paesi chevengono più frequentemente percorsi. Visi distinguono filoni di minerali d’ argento,che generalmente si trovano, come quellidei paesi d’ Europa , negli schisti argillosiattraversati da rocce porfiriche : tali sonoi celebri filoni dei distretti di Guanaxuato ,di Potosi e di Pasco, e i depositi in pacosche sono terre ferruginose donde traggesiP oro per amalgamazione. Recenti osserva-zioni inducono a credere che i pacos sienosemplicemente filoni nei quali il mineraled’argento aurifero si è decomposto. Invero la pirite di ferro è una ganga comu-nissima dei minerali d’ argento e questapirite è sovente aurifera, seza che i metodiusati al Messico permettano di eslrarne1 ’ oro. Questa estrazione è possibile quan-do mediante la decomposizione la pirite èpassata allo stato di ossido : quanto all’ar-gento se ne trovano i minerali nei pacosuniti in ammassi, ove si accumularonosenza dubbio da trasporti moleculari. Que-ste miniere, le più celebri e le più pro-duttive del globo, diedero origine a grandilavori di scavi, e P abbondanza dei mine-rali supplì alla mancanza del combustibile
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ed al costo della mano d’ opera, la gior-nata del minatore, che in Germania si pagao ,r -,75 ed in Francia i fr -, 5 o, al Messico pagandosi 7 franchi. La ricchezza media deiminerali d’ argento al Messico è di 0,0018a o,oo 25 e l’argento estratto contieneda 1/200 a 1/800 d’oro. Le miniered’ oro consistono principalmente in lavacridi sabbie aurifere che contengono inoltretalvolta il platino ed il diamante. Questilavacri sono stabiliti principalmente al Bra-sile . Le sabbie provengono da strati quar-zosi molto abbondanti spesso impregnatidi particelle d’ oro, senza dubbio per lainfluenza delle rocce cristalline che muta-rono questi gres in un quarzo compatto.L’ oro che può ritrarsi dai frammenti diqueste rocce non si trova nelle rocce stesse.V’ hanno tuttavia al Brasile filoni esclusi-vamente auriferi e perciò molto distinti daquelli delle Cordigliere; un gran numerodi questi filoni si scava attualmente.
Le ricchezze dell’America meridionaledivennero a questi ultimi tempi P oggettodi uua attenzione particolare degli Inglesie dei Tedeschi . Una Società di minatoristabilitasi nel 1826 a Congo-Soco, sotto ilnome di Imperiai Brazilian mining as-sociation , ottenne i più soddisfacenti risul-tamenti. Saverio Hocheder, attaccato alservigio di questa società, ne riassunse ilavori in un quadro statistico il quale pro-va che dal 1826 fino al 1837 la estrazio-ne dell’ oro pertossi a 26,5 i 6 libbre nellesole miniere di Congo-Soco. Nel 1837 sene trassero 37,000 tonnellate di mineraleche diedero 1,392 libbre d’oro. All’ an-tico metodo di lavacro, si sostituì con ot-timo esito un nuovo sistema di amalgama-zione. La tassa di un 2 5 per 100 cheCongo-Soco pagava al governo del Brasile ,nell’ottobre 1827, venne ridotta al 20per 100. La città di Congo-Soco, postafra il Rio-Janeiro e la Villa Ricca, contacento case abitate dai Bianchi e cento cin-