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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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544 Metamjzzaziose

sole, poscia applicare altro strato, stropic-ciando prima con piccola quantità di piom-baggine. In un cenno di Luigi Sacchi diMilano su tale proposito si insegna dipreparare gli stampi con la piombaggi-ne, poscia bagnarli mediante un pennellocon una soluzione di nitrato di argen-to, nella proporzione di 3 granarne inun ettogrammo di acqua. Lo Smee peròaccusa di troppo incomoda e lenta la ma-niera di decomposizione del nitrato con1’ azione della luce solare o del calore, edinculca di ricorrere piuttosto a taluuo dique’ mezzi onde ora parleremo.

Consiste uno dei mezzi di riduzionenell’ esporre la superficie preparata comesi è detto ai vapori del fosforo. A tal finemettesi un pezzetto di fosforo in una pic-cola fiala la quale contenga dell’ alcolemolto rettificato, dell’ etere o dell’ essenzadi trementina, e tieusi quindi la fiala peralcuni minuti nell’acqua ben calda agitan-dola frequentemente. In questo modo ilfosforo non tarderà a fondersi ed a scio-gliersi in parte uel liquido, 1’ alcole, peresempio, sciogliendone Questa prepa-razione serbasi in vaso ben chiuso per far-ne uso al bisogno. Quando ciò occorra, sene versa un poca in una ciotola od in unvetro da oriuolo che mettesi sopra un ba-gno di sabbia un po’ caldo a fine di avernevapori. Prendesi allora lo stampo da me-tallizzarsi, preparato col nitrato di argentoancora un po’ umido, e lo si espone aldisopra dei vapori misti di fosforo. Vi sivede tosto succedere un cangiamento, eben presto in alcuni siti appare un coloredi piombo argentino; allora si può sospen-dere la operazione, lasciando la forma tran-quilla per alcune ore, a fine di assicurarsiche sia ben asciutta in ogni parte. I vaporidel fosforo disossidano il nitrato di argentoe danno origine ad un fosfuro di argentosul quale si forma il precipitalo metallicocon altrettanta prontezza e facilità come

Metìm-izzazione

sull’ argento e sul rame. Tutta la opera-zione può farsi in alcuni minuti, ed in talmodo si giunge a metallizzare compiuta-mente lutti gli stampi di gesso, di legno odi altra qualsiasi sostanza. I piccoli oggettipossono esporsi ai vapori del fosforo aldisotto di una piccola campana di vetrood altro, raccogliendo in tal guisa il vapo-re ed esponendovi varii oggetti ad un trat-to. Pegli oggetti molto grandi, i quali dif-ficilmente potrebbero esporsi ai vapori delfosforo, Luigi Sacchi suggerisce di porrein una piccola quantità di alcole già satu-rato di fosforo, nel modo che già prece-dentemente si è detto, alcuni pezzetti dinitrato di argento, i quali prontamente di-sciolgonsi, formando una specie di polti-glia di colore castagno oscuro. Se questafosse troppo liquida, lasciasi evaporarenaturalmente per alcune ore, poi disten-dasi con un pennello sopra lo stampo,il quale si lascia asciugare, riuscendo cosìmetallizzato senza altro.

Fra i metodi che diconsi seguiti a Bir-ghimgham, nelle officine di Elkington, tro-vasene uno che ha qualche analogia conquesto dallo Sacchi fatto conoscere dacirca quattro anni. Consiste nel fare glistampi mediante una composizione di cera,sevo e fosforo, tuffarli quando occorre inuna soluzione di nitrato di argento, assi-curando che il fosforo che vi si altrovabasta.a produrvi un leggero deposito me-tallico. A nostro parere il metodo sugge-rito prima dal Sacchi è senza confrontopiù comodo.

Oltre alla azione della luce, del calore edei vapori del fosforo, molte altre sostanzevennero adoperate o proposte per averela riduzione del nitrato di argento stesosopra gli stampi a quel modo che si dissein addietro.

Luigi Mori Pisano metallizzava gli stam-pi preparati con una soluzione di unaparte di nitrato di argento in sette di acqua