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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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massa, o ciò che dicesi il suo equivalente ,precipita sensibilmente un equivalente diun altro metallo. Cosi 33 di zinco, oppu-re a 8 di ferro ne precipitano 3o di rame.Nel nuovo metodo la ghisa precipita pres-so a poco il suo peso di rame ; ma sicco-me contiene circa 5 a y per o/o di so-stanze straniere, così si vede che il metalloche contengono agisce presso a poco co-me equivalente : potrebbe darsi tuttaviache il silicio e l’alluminio della ghisa, ilcui equivalente è più forte, dessero ancheda questo lato un vantaggio alla ghisa.

>, Oa esperimenti di Becquerel risultache effetii analoghi produconsi quando ilrame è precipitato dal ferro o da alcunialtri metalli, ed a tal punto che Ruolzcercò di fare l’applicazione di questo prin-cipio alla industria per ottenere del bron-zo galvanoplasticamente.

» La estrazione del rame dalle sue so-luzioni per uno scopo industriale presen-tava adunque difficoltà di più sorta cheDechaud e Gaultier de Claubry sforzaronsidi superare : le disposizioni da essi adot-tate sembrano loro tali da soddisfare a tut-te le condizioni del problema.

i> Se sovrappongaci in un vaso qua-lunque, due soluzioni, 1 ’ una più densasatura di solfato di rame, I’ altra menodensa di solfato di ferro, e se nella primadeponesi un metallo che formi il polo ne-gativo, nell’ altra un pezzo di ghisa, e riu-niscaci col mezzo di un conduttore, pro-ducesi istantaneamente 1 ’ effetto di unapila 5 1 ’ ossigeno e 1 ’ acido solforico delsolfato di rame portatisi sulla ghisa performare del solfato di ferro ed il rame pre-cipitasi sul metallo negativo.

» Il rame separatosi in tal guisa dallasoluzione, è prima allo stato di chimicapurezza, ma a misura che il ferro predomi-na nella soluzione se ne precipitano picco-le quantità che alterano la purezza del ra-me, a quel modo che si è veduto 1 ’ ar-

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genio contenere del rame che lo separadal suo dissolvente, di modo che tutto ilmetallo ottenuto non è allo stesso statochimico.

» Risulta inoltre dai fatti osservati daBecquerel che allorquando il rame preci-pitasi sotto la influenza dell’ elettrico dasoluzioni che vanno scemando di concen-trazione, il metallo cangia di stato fisi-co, e può giugnere a tale fragilità che lelamine si spezzano al più lieve sforzo. Eraperciò indispensabile, non precipitare ilrame che da soluzioni, le quali restasserosempre nello stesso stato, ed ecco conquale artifizio vi sieno pervenuti.

i> Se per un momento ridettesi sullostato dei liquidi nel cui seno producesila precipitazione del rame, si scorge dopoun tempo assai breve prodursi un effettoche va sempre aumentando. A misura chela soluzione del solfato di rame perde unaparte del sale che conteneva si precipitail rame, mentre l’ ossigeno e 1 ’ acido sisollevano per venire alla ghisa, e produ-cono del solfato di ferro che aumenta ladensità di quello che esisteva dapprima :formansi in conseguenza quattro strati diliquido, 1 ’ uno di solfato di rame normaleche occupa la parte inferiore del vaso ;1 ’ altro dello stesso sale alquanto menodenso che soprannota sul precedente : ilterzo della soluzione del solfato di ferrola cui densità si è aumentata per la solu-zione della ghisa, il quale soprannota sullasoluzione debole del solfato di rame; quar-to finalmente la soluzione Dormale di sol-fato di ferro.

» Ora, se, mediante condotti opportu-namente disposti, s’introduce alla parteinferiore la soluzione di solfato di ramenormale e si faccia uscire la soluzione de-bole di solfato di rame dalla zona in cuisi trova ; se nella parte superiore si fa giu-gnere la soluzione di ferro normale, e siestrae al disotto quella troppo carica, si