Band 
Tomo XXXVIII. [Supplemento.]
Seite
8
JPEG-Download
 

8 Microscopio

rol suo figlio Giovanni. II Borelli si fon-da sulla testimonianza di Borelio, amba-sciatore del Belgio in Francia . Secondor|uesto ultimo Jansen od Jans avrebbedato il primo microscopio al principeMaurizio di Nassau od all arciduca Al-berto d Austria. Questo slromento si di-ce che era lungo 6 piedi, e formato diun tubo di rame dorato, del diametro diun pollice, sostenuto da piccole colonninedi bronzo in forma di delfini sopra unabase di ebano, alla quale adattavasi unpezzo che portava gli oggetti da esaminar-si. Non si ha alcuna precisa notizia dellacostruzione interna di questo microscopio,ma vi è ragione di credere che fosse sem-plicemente un telescopio convertito in unmicroscopio composto. Secondo Borelio,1 arciduca avrebbe inviato questo micro-scopio allottico Drebbel, dove fu vedutodappoi da molti viaggiatori, e dallo stessoBorelli. Huyghens , all opposto, nella suadiottrica, dice che il microscopio era anco-ra interamente sconosciuto nel 1618, eche soltanto nel 1621 si erano veduti iprimi strumenti di questo genere pressoCornelio Drebbel a Londra .

Francesco Fontana , astronomo napole-tano, nell opera Novae celest. et terrest.Observ ., pubblicata nel i 645 , pretendeessere egli stato linventore cosi del tele-scopio, come del microscopio. Ma è dachiedersi col Tiraboschi al Fontana per-chè non pubblicò prima i suoi trovati,conciossiachè assai dubbiose sono le pro-ve dinvenzioni fatte molti anni prima,ina tratte da libri stampati soltanto nel1646 e nel i 655 . Pare piuttosto anchequesta invenzione dovuta all insigne Ga-lileo, pel quale si hanno sicuri documentiche nel 1612 inviò un microscopio al redi Polonia . E infatti che il microscopioallora, e forse prima fosse conosciuto fan-no prova i ragguagli del Boccalini stam-pati la prima volta in quell anno, in cui si

Microscopio

legge: « Mirabilissimi sono quegli occhial-fabbricati con maestria tale che altrui fanino parere le pulci elefanti, i pigmei gi-ganti. »

Il ritrovamento del microscopio fattodal Galileo sembra che debba collocarsifra il 1609 e 1610, come si raccoglie dalYiviani nella Vita del Galileo, a pag. 32 ,che così ne ragiona: « Conoscendo frattan-to il Galileo che la facoltà del suo nuovostrumento, il telescopio, era solo di ap-prezzare e aggrandire in apparenza que-gli oggetti, i quali senz altro artificio,quando possibile fosse accostarsi loro, coneguale o maggior distinzione si scorgereb-bero, pensò ancora al modo di perfezio-nare maggiormente la nostra vista, confarle perfettamente discernere quelle mi-nuzie, le quali, benché situate in qualun-que breve distanza dall occhio, gli si ren-dono totalmente invisibili, e allora inventòi microscopii d un convesso, e insiemeduno o più convessi, applicandoli a scru-polosa osservazione de minimi componi-menti delle materie, e della mirabile strut-tura delle parti e membra degl insetti,nella piccolezza de quali fece con mera-viglia vedere la grandezza di Dio e lemiracolose operazioni della natura. »

Che però il Galiloe non recasse a per-fezione un siffatto strumento che nel 1624,il rileviamo da una lettera al Cesi, concui gli accompagna un microscopio. « In-vio a vostra eccellenza un occhialino pervedere da vicino le cose minute, del qualespero che ella sia per prendersi gusto etrattenimento non piccolo, che così acca-de a me. Ilo tardato a mandarlo, perchènon lho ridotto a perfezione, avendoavuto difficoltà in trovare il modo di la-vorare i cristalli perfettamente. L oggettosi attacca sul cerchio mobile che è nellabase, si va movendo per vederlo tutto,attesoché quello che si vede in un occhia-ta è piccola parte ; e perchè la distanza