Officina
considerare come esempio, ciascuna diqueste due parti richiede una officina se-parata.
L’ officina della battitura a mano, peressere in relazione con l’importanza da-tasi alla fonderia, dee avere 4° fucine damagnano. Ciascuna di queste conpponesidell’ ara, del muro di fronte perpendico-lare all’ ara, e d’ un bucolare, il qualecomunichi con 1’ apparato soffiante. 11bucolare esser dee collocalo rispetto al-1’ ara per modo che la colonna d’ aria cuidà passaggio sia costretta di attraversaretutta la massa del combustibile dispostasull’ ara, ma senza battere direttamentecontro al pezzo da riscaldarsi, dispostoconvenientemente a tal fine in mezzo alcombustibile che lo circonda. 11 ferro con-dotto alla temperatura od al caldo voluto,portasi sopra incudini di ghisa, o, meglio,di ferro battuto. Queste incudini compo-ste d’una tavola piana e di due corna pira-midali, poggiano coi piedi sopra un ceppodi legno sepolto in parte nel suolo, e cheassorbe in parte gli urti e le vibrazioni.
I martelli, che, secondo il loro peso elunghezza, si dicono martelli a mano, omartelli grossi ed anche martelli terzi oterzetti, si usano i primi dal magnano chedirige il lavoro, gli altri dagli assistenti obattitori. Il ferro si tiene e maneggia colmezzo di pinzette e tanaglie di forme di-verse, quando non sia di tale lunghezzache si possa impugnare da un capo senzascottarsi, mentre è rovente e si lavoradall’ altro.
Al caldo a bianchezza incandescente,cioè ad una temperatura di i 5 oo a 1600gradi, il ferro battendolo si salda con sèstesso o, come si dice, si bollisce. Saldan-do in tal guisa varie spranghe sovrappostee stirando il fascio così riunito, si migliorala qualità del ferro, accrescendoglisi nerboe rendendolo più omogeneo.
Al rosso-bianco od a circa i 3 oo gradi,Sappi. Diz Tecn. T. XXX.
Officina i j
il ferro si stira, si foggia, modificandonele forme e le dimensioni.
Al rosso-ciliegio, cioè 900 a 1000 gra-di, si correggono i difetti dell’ oggettoottenuto al caldo rosso-bianco, e si appia-na il ferro, inaffiandone leggermente lasuperficie mentre si batte.
Finalmente il caldo rosso-bruno, che èla più bassa temperatura cui giova battereil ferro, e che corrisponde a 700 gradi,suol darsi per lo più al pezzo già termi-nato per dilatare il metallo e permetterealle molecule di riprendere lo stato pri-mitivo. E una ricuocitura cou cui si toglieall’ oggetto battuto la crudezza che avevaacquistato nella battitura allorquando sulfinire dell’ operazione continuossi a bat-tere dopo ancora che il ferro divennenero.
Le fucine soi^o per ordinario dispostea due a due sotto una stessa capanna econ una sola incudine. Gli utensili e ma-teriali d’ una fucina sono - pinzette, tana-glie, tagliuoli, martelli a mano, martelliterzetti, chiodaie, stampe, punzoni, spine,matrici, vasca d’ acqua, cassa pel combu-stibile, ecc.
La battitura a mano si applica con van-taggio e facilità ai pezzi, il cui peso puògiugnere fino a i 5 o chilogrammi, ma perquelli più grandi la battitura meccanica èl’unico mezzo di lavorare il ferro bene edeconomicamente. Pel maneggio dei pezzipesauti dall’ara alla incudine, e viceversa,conviene che ogni fucina possa disporredi una piccola gru mobile sul proprioasse, ed il cui braccio si estenda fino al dilà dell’ incudine. Vi dovrà essere inoltrein questa officina un banco guernito dimorse, avendovisi spesso bisogno di dis-grossare i pezzi con la lima.
Ogni paio di fucine occuperà due ma-gnani, due assistenti magnani e tre batti-tori, sicché per 40 fucine si avrà un per-sonale di 1 4° uomini.
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