Se ri
prolungamento dell' asse, ed avverte così1’ operaia dell’accidente.
Si rimproverano a questo sistema i fre-quenti sconcerti, cui vanno soggette lepiccole corde dell’ incrociatore.
Il sig. Robinet, che si occupa con tantozelo dell’industria serica, ha studiato sot-to un nuovo punto di vista le differentiquestioni che si riferiscono alla tratturadei bozzoli. Egli ha cercato di rendersiconto dell’ influenza che possono aversulla seta i diversi modi d’incrociatura,le differenti velocità dei molinelli, 1’ av-vicinamento maggiore o minore fra lefiliere ed il bacino dell’ acqua calda, edè arrivato alle conclusioni seguenti :
1. ° Nella filatura, la scia subisce unallungamento proporzionale alla resisten-za che incontra per arrivare sull’ aspo.
2 . ° Questo allungamento è tanto piùgrande quanto le cause che lo produco-no agiscono più da presso al bacino.
3. ° La velocità impressa al viaggiodella seta contribuisce molto al suo al-lungamento.
4-° Il rallentamento, al contrario, pa-ralizza in gran parte 1’ azione dello stro-finamento.
5. ° Lo strofinamento che agisce mag-giormente è quello prodotto dalla incro-ciatura.
6. ° La seta che prova nessuno o quasinessuno strofinamento, ha un titolo chenon è che la moltiplicazione del titolodella base semplice del bozzolo da cuiviene estratta.
y.° Al contrario, la seta che ha su-bito strofinamenti, e quindi una esten-sione più o meno considerevole, ha untitolo che può essere d’ un quarto mi-nore di quello dei bozzoli da cui venneestratta.
I! sig. Robinet ha trovato inoltre chela incrociatura semplice presenta maggio-ri vantaggi della doppia, mentre conserva!
Seta i3
alla seta più di solidità, diminuisce no-tabilmente la probabilità degli accoppia-menti e delle spezzature, e permette diottenere un dato titolo, con un numerominore di bozzoli.
Lo stesso autore si è occupato di pro-posito anche intorno alla battitura deibozzoli, della quale ha pubblicato unaistruzione particolareggiata. Tutti i fila-tori che adoperano il riscaldamento avapore potranno consultarla con frut-to, non meno che quella del sig. Fer-rier intorno allo stesso argomento. Que-st’ ultimo ha accompagnato la sua de-scrizione con una serie di ottimi disegniindicanti le differenti manipolazioni chel’operaia deve eseguire per l’andamen-to del lavoro, a partire dalla battiturafino a che il molinello sia posto in movi-mento.
In seguito di tali ricerche, il sig. Robi-net fu condotto a costruire un filatoiocomposto di tutti quegli elementi che gliparvero i più opportuni in tutti gli altrigià messi in pratica. Egli vi ha aggiuntoun meccanismo ingegnoso di sua inven-zione per operare la incrociatura, ed ec-cone la descrizione :
La fig. 3 della Tav. LXV1I della Te-cnologia, rappresenta la pianta dell’ ap-parato, e la fig. 4 la elevazione della mac-china e del fornello.
L’insieme nulla offre di particolare, senon se che esso occupa un piccolo spa-zio , è di piccola altezza , ed anche leragazzine possono occuparvisi intorno.
F è il massiccio del fornello che ri-ceve un bacino spanto di rame stagna-to B, munito d’ un piccolo robinetto tper vuotarlo. In seguito al fornello sonodisposti, come il solito, i differenti pezziche compongono un filatoio per estrar-re la seta dai bozzoli, vale a dire le Jilie-re, l’ incrociatore , uu laglia-mariage , ilva e vieni, un naspo o guindolo, e le