i4 Setà
funicelle necessarie per imprimere il movi-mento ai singoli organi. I punti di appog-gio delle diverse parti sono stabiliti sultelaio comune di legno E F G H. —Sopra al bacino si trovano le Oliere i i,che sono d’ agata. Il sig. Robinet ebbe ilpensiero di renderle mubili in modo dapoter variare la loro distanza dal bacino,e da poter allontanarle nel momento delgran fervore, per non imbarazzare l’ope-raia. Nel uscire dalle filiere i filetti pas-sano incrociati in un condotto b che limantiene, ed impedisce le vibrazioni, lequali difficoltano ordinariamente la rego-larità dei fili nella incrociatura. Un nume-ratore serve ad indicare il numero dellerivoluzioni.
Il sig. Robinet ha applicato al suo fila-toio il taglia-mariage del signor Cham-bon, il quale consiste in due tubi di ve-tro rappresentati in b, b.
Il regolo o fusto del va e vieni riceveil suo movimento dall'albero a che portala manivella, facendo nel tempo stessomuovere la puleggia p. Quest’ albero hauna parte gonfia o più pronunciata nelmezzo, nella quale venne praticata unascanalatura curva d’ una forma tale cheil fusto del va e vieni essendo impegnatomentre 1’ albero a gira , questo fusto èforzato di prendere allora un movimentodi va e vieni regolare.
E lo stesso albero a che trasmette ilmovimento al guindolo, per mezzo dellacorda incrociata o, che passa dalla pu-leggia p sulla puleggia p disposta sull’assedel guindolo A, che ha i suoi puoti d’ap-poggio in ogni parte nel telaio E F G II.
Il sig. Robinet ha calcolato colla piùgran cura le disposizioni relative di cia-scun pezzo. Perchè il lavoro possa ese-guirsi sotto le condizioni più favorevoli,egli ha accostato la manivella motrice albacino, allo scopo che torni più facilela sorveglianza.
Seti
Un altro apparecchio, quello del sig.Locatelli di Venezia , merita d’essere par-ticolarmente ricordato, non tanto perchèla sua macchina sia una delle più re-centi, quanto perch’ essa riunisce in sètutte le condizioni desiderabili per unamacchina perfetta di questo genere, valea dire una costruzione sulida, leggera,perfettamente calcolata, e perchè essa è,in una parola, a livello delle cognizionimeccaniche dell’ epoca nostra.
L’ autore ha pensato che sarebbe cosaottima , per una materia tanto preziosacome la seta , di costruire una macchinacolla quale si potesse operare indipenden-temente dalla abilità della lavoratrice.
Sul davanti dall’apparato ( fig. 5 e 6,Tav. LXVII della Tecnologia) osservasiil bacino S sopra il quale è disposta lafiliera F. — Fra il bacino e 1’ aspo ècollocalo un montante verticale l' che so-stiene il rocchetto N in porcellana, ed ilpiccolo cilindro di vetro, fra i quali deveoperarsi la incrociatura. A piedi del mon-tante trovasi il va e vieni c, che rice-ve la sua impulsione da un comando ofunicella opportunamente disposta sul-l’asse dell’aspo A, che riceve la impul-sione dalla manivella m, mossa da un pe-dale P. — Si comprende come questadisposizione sia quella stessa adottata inun filatoio ordinario. L’aspo gira, nel-la sua parte inferiore, in una cassa CD E F.
Tutto il sistema è sostenuto dai pie-di R B, B' B' , convenientemente e solida-mente disposti.
Il bacino S è di rame stagnato : essoriceve l’acqua calda dal tubo /, che figu-ra inferiormente. La spazzola b fissatain un anello della parete inferiore delbacino, serve di bandinella per liberar-si dalla falloppa che potrebbe attaccar-si al dito della trattrice durante il lavo-ro. La forma della filiera F, che vedesi