l6G Sistemi delle montagneTale un carattere d’antichità, (rise lohanno comune colle dislocazioni del si-stema del Finistère , e non resta cheod esaminare, quale di questi due sistemisia il più antico.
Sino ad ora non conoscevasi alcunterreno sedimentario il quale si potesseaffermare che fosse stato deposto sul ta-glio degli strati raddrizzati d’uno deisistemi , ed i cui proprii strali fosseropoi stati raddrizzali dall’altro. Gol mez-zo ordinario e più diretto, non potrem-mo quindi determinare i rapporti d’etàfra i due sistemi ; ma crediamo che vi sipossa giungere applicando le seguenti os-servazioni esposte da A. de Humboldtnel suo Cosmos.
a La linea delle vette degli strati» rialzati non è sempre parallela all’ as-» se della catena di montagne ; talvolta» essa interseca quest’asse medesimo e ne» risulta che il fenomeno del rialzamen-» to degli strati, le cui tracce possonsi» seguire abbastanza lontano nelle vicinea pianure, è allora più antico del sollea vamento della catena. « Humboldt hainfatto spesse fiate richiamato 1 ’ attenzionedei geologi sopra questo punto, altrettanto importante die difficoltoso, dellateoria de’ sollevamenti.
Ora, ci consta che in certi punti dellaBretagna , alcuni strati rialzati appartenential sistema del Finistère trovansi solleva-ti in guisa da costituire una cresta spet-tante per la sua direzione al sistema delFongmynd en anteriore, come quello, alterreno silurico. A tale conclusione sia-mo venuti per le seguenti osservazioni diDufrénoy :
« L’estremità occidentale del bacino din Rennes appartiene anch’ essa al terren no cambrico. Siamo, invero, poco certi
Sistemi celle montagnen linea diretta dal N. i 5 ° a 20 0 E., aln S. 1 5 ° a 20° O., che verrebbe a segui-n re quasi fedelmente la strada da Ploèr-n mel a Dinan . Realmente i terreni situatia sinistra ed a destra di questa linea,n presentano caratteri essenzialmente dif-n ferenti ; circostanza che sarebbe incom-n prensibile se non risultasse dalla diversan loro natura, visto che le stratificazionin essendo generalmente dall’E. verso l’O.,n si dovrebbero trovare sulla strada dan Ploeruiel a Oinan gli stessi strati attra-ii versati da quella da Nantes a Rennes ;n ma la cosa non passa di questo modo. In filoni di gres tanto frequenti e caratle-n risiici nel terreno silurico, che forman tutto il terreno all’E. della linea suac-n cennata, non si trovano all’incontron nella parte O. di questo bacino, co-li lorato sulla carta come appartenenten al terreno cambrico. Gli stessi schisti,n fra Corlay e Josselin, vale a dire in tut-n to la grossezza di questa parte inferiore,n possedono caratteri molto diversi da» quelli dei dintorni di Rennes ; essi so-li no di fatto bluastri e rasati, laddoveii gli schisti fra Rennes e Nantes sono ve-li ra grauwacke schistosa. Da ultimo, tale» distinzione viene confermata dalla dire-u zione degli strati. AH’ Ovest del limiteii da noi assegnato per i due terreni di» transizione, gli strati si dirigono costan-» temente dall’ E. 20° N. all’ 0 . no 0 S.,» mentre gli schisti alla destra di questa» linea, sono orientati dall’ E. io a i 5 ° S.» all’O. io a i 5 ° N. Queste due direzionin sono precisamente quelle che caratteriz-» zarono i terreni cambrico e silurico. »
I mentovati schisti rasati diretti all’ E.20° N., appartengono, pel raddrizzamentodei loro strati, al sistema del Finistère ■e sono stati sollevati per formare una
» del limite che separa io questo bacino i;protuberanza o giogaia diretta verso il» due strati dei terreni di transizione; ma N. 2o° E., che determinò il confine occi-» però lo riteniamo poco diverso da una]dentale del baciuo silurico di Renues.