7 8 Thllguama
<le il circuito della medesima includen-dovi un galvanometro e un pezzo delsolilo filo di ottone. Determinata 1’ in-tensità della corrente, si sostituisce aquella coppia un’ altra simile. E quasicerto che si avrà la stessa deviazione, equalora ciò non fosse, si cangia questaseconda coppia, e se ne mette un’ altra.Una volta trovate due coppie, le qualidiano una corrente della stessa intensità,si congiungono insieme, in modo che idue zinchi siano uniti tra loro, e sianopure uniti assieme i due carboni. Lacorrente che allora si ottiene è alquantopiù forte ottenuta da ognuna delle duepile separatamente, ed evidentementequest’ aumento proviene dall’ essere laresistenza interna delle due pile cosfcon-giunle, ridotta alla metà di prima, per laraddoppiata superficie dei metalli e deiliquidi.
Allora, per ottenere la stessa intensitàdi prima, si prolunga la porzione di filodi ottone che entra nel circuito, e unavolta raggiunta, si ha la certezza che lalunghezza aggiunta del filo d’ ottone èuguale alla metà della resistenza internadella pila, per cui basta di raddoppiarlaonde ottenere il numero che si cerca.
Facendo più volte questa esperienzasopra pile ora preparate di fresco, orain attività da qualche giorno, si è trova-to che, purché lo zinco sia bene amal-gamato, la resistenza interna di una cop-pia di Bunsen può stimarsi eguale a quelladi un filo di ferro del telegrafo lungodalle 85 alle too braccia.
Quanto alla resistenza del filo di ra-me che compone la spirale intorno al-le elettro-ealamite delle macchine tele-grafiche, dobbiamo dire non esser que-sta sempre costante, almeno per alcunemacchine.
Nelle migliori macchine il filo di ra-me avvolto intorno alle elettro-calarai-
Tl'XRGHAFiA
te è lungo dai 5oo ai Goo metri,od ogni metro di questo filo pesa 5oomilligrammi. Nelle macchine meno per-fette il filo avvolto intorno alle elettro-calamite è lungo 4°o metri circa, ed ognimetro di questo filo pesa 5oo milligr.
Fu determinata la resistenza presen-tata dalle spirali delle prime macchinesuddette, e si trovò essere eguale ad unalunghezza di circa io miglia del filo diferro del telegrafo.
Questo numero non è che di 5 in 4miglia per le spirali delle altre macchine.
Dopo avere dimostrato potersi con-siderare nulla, o quasi nulla, la resi-stenza presentata al passaggio della cor-rente dallo strato di terra, che formala metà della lunghezza dei circuiti te-legrafici , dopo aver stabilita e ridottain lunghezza di filo di ferro del telegrafola resistenza interna delle pile di Bun-sen, e quella della spirale dell’ elettro-calamite della macchina telegrafica, cirimane a studiare la resistenza della por-zione metallica dei circuiti, o in altri ter-mini, ci rimane a risolvere il seguenteproblema: « data la distanza fra due uf-» fizii telegrafici, e quindi la lunghezza» del filo di ferro di una certa sezione» che li congiunge, determinare il nu-» mero delle coppie di Bunsen che è» necessario per ottenere in quel cir-» cuito in cui è compresa una macchina» telegrafica, una corrente elettrica aven-» te l’intensità voluta per la trasmissio-» ne rapida e regolare dei segnali. »Onde risolvere questo problema, sucui si fonda interamente il buon anda-mento di un servizio telegrafico, convie-ne incominciare dallo stabilire 1’ inten-sità della corrente elettrica ottenuta dauna coppia sola di Bunsen in un datocircuito. Riferiremo nell’ unito quadroi risultati delle esperienze tentate collamaggiore esattezza possibile a questo ef-