TELEGRAFIAPrussia, in Austria, in Francia, nel Bel-gio, e in Olanda l’uso dei telegrafi è giàconcesso ai privati, e per poco che siconsideri seriamente questa materia nonrimane dubbio, che i pericoli o i timoriche si affacciano sulle prime in conse-guenza del permesso ai privati di usaredei telegrafi elettrici dello Stato, sonoassai minori di quelli che esistono nellecomunicazioni ordinarie. Infatti, la tras-missione di un dispaccio per telegraforichiede che il mandante sia noto, e lasciin mano dell’impiegato il dispaccio scrit-to ; è egualmente conosciuto l’individuoa cui è diretto ; vi è una tassa da pagare,ed il Governo può facilmente, col mezzodel telegrafo stesso, assicurare sè stessoed il pubblico della verità delle notizieche qualche malvagio può venire spar-gendo. Vi sono per conseguenza nell’usodel telegrafo elettrico tali formalità dasoddisfare, e quindi tali garanzie, da ren-derne assai lievi i pericoli e minori sem-pre, come si è già detto, di quelli che vipossono essere nella posta, o nei messiche viaggiano sui treni. |
Nè può essere opposizione seria a con-cedere ai privati 1’ uso dei telegrafi , inun piccolo stato come la Toscana , quellache consiste nella poca importanza del-le sue relazioni commerciali o di altrogenere: al che può rispondersi, che fra le'maniere le più atte a moltiplicare questerelazioni vi è certamente quella di ren-derle facili c pronte •, la quale verità èresa ogni giorno evidente dal numero'dei viaggiatori che si muovono sulle stra-de ferrate di confronto a quelli che primaviaggiavano sulle strade ordinarie. I mo-ntivi delle comunicazioni nascono e si mol-tiplicano colla facilità delie comunicazionistesse, coll’esempio degli altri luoghi, per1 amore della novità, che a poco a pocosi converte in un reale bisogno. Ognistato, grande o piccolo che sia, è oggi
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stretto talmente dalle influenze esteriorisotto tutti i rapporti, e principalmentepoi per i mezzi di comunicazione, chenon può isolarsi e far barriera agli al-tri senza nuocere grandemente ai pro-pri interessi.
Sarebbe impossibile di prevedere sinoa qual grado potrà estendersi la comu-nicazione telegrafica ad uso dei privati,e su questo non dividiamo 1’ opinione dimolti, i quali stimano che il telegrafoelettrico rimarrà alla fine il solo modo dicomunicazione.
Non crediamo ciò possibile, perchè visaranno sempre delle comunicazioni fragli uomini che non si vorranno far pas-sare per mani estranee, e perchè il van-taggio straordinariamente grande, e lasuperiorità del telegrafo elettrico sugli al-tri mezzi di comunicazione, consiste nellavelocità, e non si estende alla massa del-le idee così trasmesse, a meno di nonsupporre un numero grandissimo di filitelegrafici. Può forse verificarsi anche inquesto caso quel principio di meccanica,che cioè il prodotto della velocità concui un corpo si muove per la sua mas-sa, è sempre una quantità costante sottol’impulso di una data forza. In una pa-rola, e più esattamente, ognuno vedeche, ragionando sui telegrafi elettrici cheoggi abbiamo, il numero dei dispacci tras-messi colla corrente elettrica in un gior-no, e con una velocità indefinita da unpunto a un altro, è mollo minore diquelli che una locomotiva può traspor-tare scritti sulla carta e nell’ istesso tem-po fra due punti. Il vantaggio delle co-municazioni telegrafiche, per cui esse su-perano di gran lunga ogni altro modo, èquello della rapidità, il quale diviene perconseguenza tapto più grande, quantopiù cresce la distanza fra i due punti checomunicano insieme.
L’ argomento che meglio può persua-