Tkrreri
stanze della sociale convenienza richie-dessero nel prato la coltura delle granaglie,il valore del terreno non deve essere al-terato per oagionedella manualità, poiché,sebbene il prodotto del prato irriguo siamaggiore di quello del campo, pure sideve riflettere alle spese di riduzione aprato, al poco profitto dei primi anni, alpoco reddito degli ultimi, quando cioè lacotica invecchia, mentre la manualità sipuò ritenere sempre costante.
Ritenuto quindi per base il premio allavoratore assegnatogli per il campo, an-che per i 2,62 ettari di prato, gli si do-vranno per questo 65,49 banchi. L’agri-coltore adunque, oltre i generi di primanecessità, percepisce 65 , 4 g franchi indenaro contante, i quali gli serviranno peri proprii bisogni, e per pagare qualcheopera avventizia nel fervore delle faccen-de rurali.
Ora al nostro coltivatore rimangonopar anche 1 5 o giornate di lavoro nel de-corso dell’anno, ondechè riterremo chenei 7,86 ettari di coltivazione sianvi dacustodire 5 oo foppe di viti, riascuna rag-guagliatamenle di 6 gambi; e per l’operadel coltivatore, compresa la vendemmiae la lavorazione del vino, gli si potrannoassegnare, a norma dell’esperienza, 4,60franchi per ogni 2 5 foppe, e perciò ilcolono guadagnerà altri 92 franchi al-l’anno.
Ammetteremo pure che nello stessocampo vi siano 200 gelsi, produttivi cia-scuno 22,86 chilogrammi di foglia , equindi in complesso si avranno 4572 chi-logrammi di foglia, sufficiente per poterraccogliere i 52,4 chilogrammi di galletta,la cui metà 96,2 sia per 1’ agricoltore,che considerata in ragione di 2,5i franchiil chilogrammo, si avranno altri 191,26franchi a vantaggio del colono, il qualesupporremo che in queste piantagioni diviti e gelsi occupi 100 giornate.
Terreni 247
Per ultimo, riterremo che il prato eduna parte del campo sia contornata dauna gran siepie o macchia, in modo che siabbia il prodotto annuo di i 5 oo fascine,delle quali il lavoratore percepisca 0,767franchi per ogni centinaio di lavorazione,ondechè il colono avrà per questo 1 i,5ofranchi. Aggiungeremo altresì che l’agri-coltore abbia una brughiera dell’esten-sione di 5,27 ettari, che serva per rac-cogliere lo strame pel letto degli animali,e dalla quale ricavi i 55 i 6 chilogrammidi brugo, e supponendo che per la lavo-razione della macchia e della brughieraimpieghi le rimanenti 3 o giornate.
Questo riparto di terreno e di coltiva-zione tiene occupalo il lavoratore tutti igiorni feriali dell’anno, per cui restanosoddisfatte tutte le viste economichedi rotazione agraria e di tempo , edimpiegate tutte le forze fisico-meccani-che. All’estensione di campo arativo so-pra stabilita abbiamo ritenuto aggregatidue bovi ed un cavallo, ondechè convie-ne assegnare a questi animali il fieno e Iostrame pel loro mantenimento, ritenendoil prodotto del concime e le giornale dilavoro a solo vantaggio della coltivazione,ed il colono bastantemente compensato,coll’assegno fattogli, per la cura dei bo-vini.
Per la perpetuità degli animali da la-voro non si farà assegno di sorta alloagricoltore, affinchè tutte le sue cure sianodirette alla conservazione dei medesimiche stanno a suo carico, ritenuto che an-che per questo sia bastantemente com-pensato, in vista ancora che il bue, quan-do comincia a mancargli il vigore, porge,ingrassandolo, un prodotto colla macel-lazione.
Pel mantenimento degli animali asse-gneremo i due tagli del prato, cioè ago-stano e terzuolo, come pure tutte le stra-maglie del campo arativo, supponendo