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Tomo LIV. [Supplemento.]
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284 Terre»!

g. Allorché gli alberi hanno cessalo diinnalzarsi e d’ingrossare, acquistano peripialche anno ancora e densità e forza. Sipuò riguardare allora il loro sialo come([indio della virilità dell’ uomo. Questostato dura più o meno secondo la specie.Giunge alfine la vecchiezza^ allora il sugoè meno abbondante e più languidamentesi porta verso le fronde, il legno perde]della sua forza, del suo peso; egli non hapiù le qualità che lo rendono prezioso ecome combustibile e come legname daopera; i rami s 1 incurvano, si disseccano,periscono, le radici soggiacciono allo stes-so esaurimento.

Le radici indebolite dopo il taglio diuna pianta arborea rimangono in unostato d’ inerzia, la cui'durata corrispondeal tempo che il legno sarebbe durato pri-ma di deperire naturalmente, dopo oltre-passala la sua virilità; spesso passano diecia venti anni prima che da queste radicisorgano nuovi germogli.

Se gli alberi sono stati tagliati dopo diessere giunti alla caducità, le radici nonsi rianimano più, e il bosco in tal casodebb’ essere estirpato, a meno che nonvogliasi aspettare che le piccole piantenate di seme s’impadroniscano del terre-no e vi rianimino lentissima vegetazione.

Dalle accennate osservazioni risultanole seguenti conseguenze generali:

1. V’ha perdita di materia allorché sitaglia un bosco prima dell 1 epoca in cuicessa di crescere, ma questa perdita spes-so viene compensala dal minor tempocui è necessario attendere per ottenere ilprodotto.

2. Allorché la grossezza del legname è!una qualità necessaria all 1 uso cui si de-stina, si può differire utilmente il taglio,anche dopo che gli alberi hanno cessatodi crescere in altezza.

5 . Allorché negli alberi è cessato l’au-mento in altezza e grossezza, vi può es-

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sere vantaggio a lasciarli maturare per uncerto tempo.

4 - Vi è perdita di tempo e diminuzio-ne di qualità a lasciare in piedi gli alberifino alla loro decrepitezza.

Quindi i tagli produttori di maggiormateria legnosa sembrano in generalequelli che succedono all’epoca del ces-sato aumento in altezza, larghezza edensità.

Colesta epoca è infinitamente diversanelle varie specie di alberi, e nelle varielocalità in cui sono posti,ed ancora, am-messe uguali circostanze, conviene acce-lerare o ritardare i tagli, secondo chevoglia destinarsi il bosco al prodottodella legna, del carbone, della ghianda 0del legname da costruzione, e va dicendo,

Le cause che apportano variazioninelle epoche dei tagli sono in generale;il clima, l’indole del suolo, la specie dialberi, la loro distanza nel bosco, l’usoa cui sono destinati gli alberi e simili.

Per ritrarre dagli alberi i vantaggi dicui sono suscettibili, conviene che ne siapossibile il trasporto.

Ove il trasporto, senza essere impos-sibile, è tuttavia difficile, quindi molto co-stoso, conviene ridurre i boschi a car-bone ; così facendo perdere al legno trequinti circa del suo peso, se ne facilitail trasporto. La perdila del legname, ri-sultante nell’atterramento del bosco enello squarto, prima di essere dispostonella carbonaia, si calcola ad un quinlo.

Ove poi il trasporto è impossibile, 0dove l’abbondanza del legname è massi-ma, si abbruciano i boschi, ed invece di[100 chilogrammi di legna, si trasporta,per esempio, un chilogrammo di cenere,ed anco dalla cenere si estrae la potassa,con nuova riduzione del peso di io ad 1e forse di più, secondo la diversa speciedei legni.

Le ceneri specialmente del faggio e del

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