Tessuti
Si denota infine sotto il nome di maglia abraca una mezza maglia n o fissata per latua parte inferiore al liccio, e che servein certi casi speciali a ribattere i fili chesuno passati in una grande maglia scor-soia; F ed F rappresentano i fili passatinelle maglie. Il maglione c è figuratocun tre orificii o 6 . Un liccio od una la-ma è composto dalla riunione di un mag-giore o minor numero di maglie dellastessa specie riunite verticalmente e pa-rallelamente fra loro, col mezzo di duepiccoli regoli di legno AB, CD detti lic-ciuole. I licci sono quasi esclusivamenteriservati alla produzione delle stoffe lisciedei tre primi generi, e non s’ usano chetome mezzi accessorii nella tessitura dellestoffe lavorate. I maglioni che possonomuoversi isolatamente servono all’ incon-tro a produrre i tessuti lavorati di cui cia-scun filo deve occorrendo poter essermosso separatamente.
Accingiamoci prima a descrivere la mon-tatura e le armature usate pei tessuti lisci.Non potendo estenderci lungamente intor-no questa specialità cercheremo soprattuttodi farne comprendere i principii elemen-tari. L'uso delle armature è d'altrondemeno frequente dopo che la macchina al-la Jacquart è stata divulgata. Dacché ilnumero dei licci oltrepassa una certaquantità, una trentina per esempio, è piùvantaggioso di sostituir loro il telaio allaJacquart.
Armature fondo ditela o taffettà. —Di tutti i tessuti, i più semplici sono letele e la battista pel canape e pel lino ; lamussolina e le cotonine in generale pelcotone, il panno comune per la lana, iltaffettà per la seta. La tessitura di tuttequeste stoffe è eseguita assolutamentenella stessa maniera. Non havvi differenzafra le medesime che nella natura e finez-za dei fili, e quindi nella loro quantità.Esaminando questi sessuti colla lente, seSappi. Dii. Tecn. T. XL.
Tessuti 3ai
si sfilano, si scorgerà fàcilmente che pre-sentano gl’ inurociameoti indicati nellefig. i e 2. La fig. i dà la superficie dellastoffa ; furono rappresentati i fili J[f dcl-I’ ordito, ed i fili t del ripieno scostati fraloro a fine di tarli meglio distinguere. Siveggono (fig. 2) le due posizioni relativedopo due colpi successivi di battente ; rrrappresentano le due bacchette d’incro-ciatura che dividono i fili dell’ ordito indue parli eguali.
La fig. 1 2 dà la disposizione della ri-inesssa e dell’ armatura che devono esseradottate in questo caso.
Per indicare la prima, si tracciano al-trettante linee orizzontali II , quanti sonoi licci che si devono impiegare, e tantelinee verticali ^quanti sono i fili che ab-bisognano pel genere d’incrociameuli chesi vogliono ottenere avanti di ritornare alprimo liccio. Il numero di fili necessarioper eseguire il tracciato d’ una rimessa, èciò che si chiama corso od una corsa ,•pel caso di cui si tratta, la corsa si riducea due fili ; se dunque si avesse nell’ or-dito un numero considerevole di fili li, iltracciato della rimessa indicherebbe chetutti i fili pari devono esser passati nellemaglie di un liccio e i fili dispari, in quelledell’altro. Pel tracciato dell’ armatura chedetermina l’ordine del movimento dei licci,le linee orizzontali 1 e 2 (fig. 12) indica-no pure i licci, e le linee verticali dino-tano le calcole.
Per l’armatura taffettà, o fondo di teladi cui ci occupiamo, ciascun liccio haquindi la sua calcola ; basta dunque ap-poggiare sull’ una o sull’ altra per trasci-nare il liccio corrispondente ed i fili cheesso porta.
Comunemente, si riuniscono i due lic-ci con una corda (fig. 3 ) che si fa passa-re sulla carrucola p poggiando sopra unadelle calcole L ; il liccio corrispondentediscende mentre l’altro ascende, ed i
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