33o Tessuti
tugiata di piccoli buchi in tutti i punti incui quelli devono restare immobili, men-tre si lascia il cartone intatto nei puntiove trattasi o di sollevarli, o di abbassarli,per lasciar vedere quelli del ripieno. Siforano così, per ciascun Glo di ripieno,altrettante fascie di cartone quanti sono icolori in questo filo di ripieno. L’insie-me dei cartoni di un filo di ripieno èdenotato sotto il nome di passata, perchèessi sono difalti i fili mobili che han-no ricevuto questo nome. Se ora si pre-senta una fascia di cartone così prepara-ta al disopra degli aghi dell’ ordito, neseguirà che quelli corrispondenti ai pic-coli buchi li-attraverseranno e resterannonelle loro posizioni, mentre quelli cheincontreranno parti piene saranno ri-spinti dal più leggiero sforzo, e farannoquindi deviare i Gli che portano. La corsadel ripieno non variando nella sua dire-zione rettilinea orizzontale, li ricoprirànecessariamente, e si otterrà in tal guisauna linea del diseguo, quella tracciatasopra una fila di piccoli quadrati per uncolore; se dunque si hanno tante fasciedi cartone simili quante file vi sono diquadratini e di colori nel disegno, e chesi presentino successivamente agli aghinell’ ordine indicato dal delineamento incarta, si eseguirà tutto il disegno nellostesso modo. Ogni cartone è, per così dire,la matrice necessaria per formare la partedel disegno compresa nella larghezza diun filo di ripieno.
• Le cose non succedono affatto in talguisa nel telaio alla Jacquart. Le comu-nicazioni di movimenti tra i cartoni e gliaghi sono meglio adatte, come vedremoquando descriveremo la macchina; quinon vogliamo che far ben comprenderelo scopo di questa ingegnosa invenzione.
L’ operazione del foramento dei carto-ni nell’ ordine richiesto dal delineamentoin carta è detto lettura. Quando il dise-
Tessuti
gno è letto, si procede alla montatura deltelaio che deve eseguire il tessuto, vale adire, si dispone l’ordito sul subbio poste-riore; lo si svolge in seguito per eseguirela rimettitura dei fili, la riunione deilicci o dei maglioni colle parti che de-vono farli muovere, la distribuzione deifili fra’ denti del pettine del battente, perandare infine a fissarlo sul subbio an-teriore. L’esecuzione di questo lavo-ro è assai delicata, e richiede una co-gnizione perfetta di tutte le parti deltelaio quando si tratta di prepararlo pertessere stoffe lavorate; abbiamo quindiriservato questo soggetto per trattarlodopo aver descritto i diversi telai da tes-sere.
Descrizione dei telai da tessere. —Un telaio da tessere è composto sempredi parti mobili od organi che eseguisconoil lavoro, e di parti fisse che servono suipunti d’appoggio o per ossatura alle pri-me. La Gg. 5o rappresenta in prospettivaun telaio da tessere ridotto alla sua piùsemplice espressione, e presso a poco si-mile a quelli che sono conosciuti dai tem-pi più rimoti, e che sono ancora usitatiper la tessitura a mano. La parte immo-bile si compone di un’ ossatura rettango-lare i cui brancali riuniti formano un in-sieme solidario disposto ad angoli retti inmodo da poter resistere agli urti. Essasostiene i pezzi mobili che si compongo-no : i. del cilindro o subbio posteriore A,che riceve l’ordito ; 2 . dei licci C'C' in mag-giore o minor numero ; la figura non ne of-fre che due ; 3. delle leve o calcole HH chefanno muovere questi licci col mezzo dicorde attaccate alle loro estremità infe-riori, e di altre che le riuniscono alle loroestremità superiori, passando sopra carru-cole; 4- del pettine E posto all’estremitàdi una leva verticale che può prendereun movimento intorno all’ asse F ; questoè l’insieme di quel sistema che porta U